La Serie A prima dello stop, curiosità statistiche

Ieri era domenica, erano da poco passate le 15 e come sempre non c’era nessuno in strada. Questa volta però non c’è la propria squadra del cuore da sostenere dagli spalti e nemmeno dal divano fissando intensamente il televisore. Purtroppo il campionato è fermo perché c’è una partita molto più importante da giocare e vincere. Da un lato ci siamo tutti noi dall’altro un avversario insidioso, mai affrontato prima ma che ci sta mettendo in seria difficoltà, ci chiude nella nostra area di rigore. Ma l’importante è non mollare e “portare i tre punti a casa”. In questo periodo strano, interminabile per gli sportivi, non possiamo far altro che guardare al passato per cercare di capire come sarà il futuro. Un futuro nel quale tornerà a rotolare quel pallone che tanto ci fa soffrire ed al contempo sognare. Il campionato si è fermato oltre 20 giorni fa, l’ultima partita è stata Sassuolo-Brescia in uno stadio mestamente deserto a causa delle restrizioni imposte per arginare l’emergenza sanitaria. Era la 26° giornata di un campionato particolarmente avvincente ed imprevedibile come non mai. La Juventus è ancora lì, dov’è ormai ininterrottamente da 8 anni, ma questa volta c’è anche la solida e spettacolare Lazio ad un solo punto di distacco. Se il terzo posto sembra ormai blindato dall’Inter, meno scontata è la lotta all’ultimo posto che porta alla Champions. In lotta ci saranno (vogliamo essere ottimisti, sperando in una ripresa della stagione) l’Atalanta e la Roma, un po’ più indietro un Napoli che ha vissuto inaspettatamente una stagione tribolata. Dall’altro lato della classifica Brescia e Spal sono staccate in fondo, mentre Lecce e Genoa lottano seppur con evidenti limiti per conquistare la permanenza in massima serie. L’interruzione di un campionato non è un’assoluta novità in Italia. Bisogna tornare agli inizi del secolo scorso, precisamente al 1915. La Serie A non esisteva ma c’era la Prima categoria organizzata in due gironi: quello settentrionale e quello centro-meridionale. Allora si giunse allo stop dei campionati a causa dell’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale. La FIGC, qualche anno dopo e non senza polemiche, decise di assegnare lo Scudetto al Genoa, la capolista del girone Nord ritenuto il più competitivo. Questa decisione però scatenò l’ira della Lazio che si era qualificata alla finale centro-meridionale. Da notare come anche il quel caso, come oggi, nella lotta per il titolo vi sia la squadra biancoceleste, coincidenza non da poco considerando che non tutti gli anni si batte per conquistare un traguardo così importante. Tornati al presente, proviamo ad analizzare le statistiche più interessanti di questo campionato.

Iniziamo dall’attacco strepitoso dell’Atalanta che ha confezionato 70 gol in 25 partite, già record di marcature per i bergamaschi in Serie A. Resta irraggiungibile il record assoluto di marcature in A stabilito dal Milan nel lontano 1949/1950 con ben 118 reti. Quello della Dea è il terzo attacco d’Europa dietro solo a Bayern Monaco (71 in 24 partite) e PSG (75 in 27 partite). Tutto ciò a conferma che raramente il miglior attacco in serie A equivale a vincere in campionato. Infatti negli ultimi 10 anni solo l’Inter di Mourinho nel 2010, la Juve di Conte nel 2013/2014 e l’anno dopo quella di Allegri hanno festeggiato a maggio contando sul reparto offensivo più prolifico. Il contraltare è occupato dalla Spal con appena 20 gol all’attivo, che si aggiudica la palma di attacco meno prolifico dei top 5 campionato Europei. E pensare che Ronaldo e Immobile, a quota 21 e 27, hanno fatto singolarmente più gol di tutta la squadra ferrarese. Inoltre più della metà del bottino totale di gol, precisamente il 55% è merito di Andrea Petagna, il miglior realizzatore della squadra con 11 marcature. Il bomber ex Primavera Milan è al primo posto per rapporto di gol fatti rispetto al totale di quelli segnati dalla propria squadra nei top 5 campionati europei. Sul secondo gradino del podio c’è il napoletano Immobile da Torre Annunziata che, con i suoi 27 gol, ha una percentuale del 45% sulle marcature totali dei capitolini. Fa incetta di record la sorprendente Lazio targata Simone Inzaghi. La Lazio è la squadra che detiene la striscia di vittorie consecutive, che vanno dalla nona giornata fino alla diciannovesima. Primato che va ad inserirsi in quello più generico dei risultati utili consecutivi iniziati alla sesta giornata con il 4-0 interno rifilato al Genoa ed interrotti alla 26° giornata solo per colpa del virus. I biancocelesti sono quelli che proteggono meglio la propria porta, avendo subito solo 21 reti condividendo anche il maggior numero di clean sheet (9) con Verona, Juve, Milan e Udinese. L’aspetto difensivo è quello al quale il club di Lotito tiene più di tutti: da quando la massima serie ha riabbracciato 20 squadre, ovvero dal 2004/2005, solo una volta la miglior difesa non ha vinto il campionato. Prima della serrata forzata è stato un campionato da definire particolare anche da un altro punto di vista, infatti smentisce il mito del “fattore casa”. Dopo 26 giornate (con 4 partite ancora da disputare) si registra il numero più elevato di punti conquistati in trasferta, ovvero 343, già record assoluto. L’Inter è la squadra che contribuisce di più a questa statistica avendo il miglior rendimento esterno. I nerazzurri fuori dalle mura amiche hanno conquistato 29 punti su 13 partite. Da notare come le due sole sconfitte siano state incassate contro le squadre che la precedono in classifica, all’Olimpico contro la Lazio e all’Allianz Stadium contro la Juve. Se rapportiamo la 26°giornata del campionato 2019/2020 a quello precedente notiamo come si registrino delle importanti variazioni di posizionamento in classifica. Il Bologna fa registrare un ottimo saldo positivo con un +8, passando dal 18° posto dello scorso campionato al 10° posto attuale. Diametralmente opposta è la situazione del Torino che fa registrare uno spaventoso -8, passando dal settimo posto all’attuale 15°.

 

Ci rivediamo alla ripresa, quando le condizioni sanitarie lo permetteranno, Intanto, condividiamo l’hastag della lega Serie A, #weareoneteam