
Al Senato debutta la “Legge Bove”, il disegno di legge sul primo soccorso che porta il nome del centrocampista della Fiorentina, Edoardo Bove. Il calciatore, sopravvissuto all’arresto cardiaco del 1° dicembre 2024, si commuove ricordando chi non ce l’ha fatta: «Questa legge è per loro. Sono onorato che porti il mio nome, ma anche un po’ imbarazzato».
Il provvedimento, presentato dai senatori Marco Lombardo e Carlo Calenda e sostenuto da tutte le forze politiche, nasce per affrontare un dato drammatico: 65mila morti l’anno in Italia, uno ogni sette minuti, dovuti a arresti cardiaci e ritardi nei soccorsi. «È il momento di alzare la mano e fare qualcosa», dice Bove. «La disinformazione genera paura: dobbiamo intervenire nelle scuole, nei centri sportivi, ovunque ci sia voglia di imparare».
Abodi: “Non basta il defibrillatore, servono persone in grado di usarlo”
Il ministro dello Sport Andrea Abodi richiama la necessità di un impegno comune: «Su questo tema non esistono divisioni. La formazione deve diventare parte della vita». Ricorda la morte del cugino tredicenne su un campo di calcio e denuncia un paradosso: «Perché nei protocolli federali non è obbligatoria la formazione dei tecnici? Sono dieci anni che se ne parla: ora bisogna agire».
Cosa prevede il disegno di legge
L’obiettivo, spiega Lombardo, è «costruire una comunità di soccorritori». Il ddl introduce misure strutturali in più ambiti:
- Scuola: corsi di primo soccorso obbligatori nelle scuole superiori e nei percorsi professionali regionali, finanziati da un fondo da 15 milioni. Le lezioni, tenute da personale abilitato, includeranno rianimazione cardiopolmonare, uso del DAE e manovre di disostruzione. Formazione obbligatoria anche per i docenti di scienze motorie.
- Patente di guida: dal 1° gennaio 2026 chi vorrà sostenere l’esame dovrà aver frequentato un corso di primo soccorso. Un modello già adottato in Danimarca, dove la sopravvivenza all’arresto cardiaco extraospedaliero è triplicata. L’obbligo si estende anche agli studenti di scienze motorie.
- Corsi BLSD: gli enti accreditati in una Regione potranno operare in tutta Italia senza ulteriori autorizzazioni, ampliando l’offerta formativa e riducendo i tempi organizzativi.
- Detrazioni e IVA: le spese per i corsi diventano detraibili. L’IVA su defibrillatori automatici e semiautomatici scende dal 22% al 5% per incentivarne l’acquisto, soprattutto nelle associazioni sportive e nelle scuole.
Una cultura dell’intervento
La Legge Bove punta a diffondere una cultura dell’azione: meno burocrazia, più formazione e attrezzature più accessibili. L’idea di fondo è semplice: il primo soccorritore è quasi sempre chi si trova accanto alla vittima. E quei pochi secondi, insegnano i numeri e le storie, possono decidere tutto.



