La classifica dopo 27 turni. Meno 18 dalla vetta, più dieci dalla quinta

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Con il posticipo Roma-Empoli (2-1), si chiude la ventisettesima giornata del campionato di serie A, ottava del girone di ritorno. Con il 4-1 della Juventus sull’Udinese, e il pareggio del Napoli a Reggio Emilia, sul campo del Sassuolo, i campioni d’Italia hanno portato a più 18 il vantaggio sui partenopei, secondi della classe. Carlo Ancelotti e i suoi, dopo aver racimolato un punto nelle ultime due partite (prima sconfitta stagionale al San Paolo, 1-2 contro la Juventus, e 1-1 al Mapei Stadium), vantano il più sei in classifica sul Milan, che è terzo (i rossoneri hanno racimolato più punti nel 2019 della serie A assieme alla Juventus), e più sette sulla quarta in graduatoria, l’Inter. La prima che oggi non sarebbe in Champions è la Roma che è a meno dieci dal Napoli, e soprattutto a meno tre dalla quarta, quindi in piena corsa per la partecipazione alla massima competizione europea. Nella prossima giornata, prima della sosta per gli impegni delle nazionali, gli azzurri ospiteranno l’Udinese, impelagata nella lotta per non retrocedere (più quattro sulla terzultima, il Bologna, e i friulani hanno da recuperare la trasferta in casa della Lazio), mentre la “nuova” Roma di Claudio Ranieri sarà in scena a Ferrara, al Mazza, contro una Spal che nelle ultime cinque partite ha collezionato un pareggio e quattro sconfitte, e ha solo due punti di vantaggio sulla zona che scotta. Dopo la sosta, inoltre, il Napoli dovrà affrontare all’Olimpico i giallorossi. Successivamente il verdetto di Salisburgo per il ritorno degli ottavi di finale d’Europa League, insomma, non si potrà sbagliare il match di domenica alle ore 18 allo stadio San Paolo.

Il posticipo dell’Olimpico. I giallorossi trovano 3 punti importanti per la corsa Champions coi gol di El Shaarawy e Shick. Nel finale rosso dubbio a Florenzi, poi Maresca annulla il gol del 2-2 a Krunic: altre polemiche, si legge su gazzetta.it. Serviva vincere ed alla fine la vittoria è arrivata. Ma con una sofferenza infinita ed il pari di Krunic nel finale annullato dalla Var. Insomma, la Roma di Ranieri parte bene perché porta a casa tre punti, ma il tecnico dovrà lavorare tanto per rianimare davvero la squadra. Stavolta il test non era attendibile, per l’esiguità della rosa (fuori in otto, con Zaniolo e Schick che si sono aggiunti in corsa) e gli appena due allenamenti sulle gambe. Il 2-1 alla fine premia forse anche troppo la Roma e penalizza un Empoli che comunque ha fatto poco per sorprendere i giallorossi. Ma a Ranieri servivano i tre punti, in qualsiasi modo. Ed allora va bene anche così.

POSSESSO E TIMORI — Ranieri conferma il 4-2-3-1 di Di Francesco, con Zaniolo alle spalle di Schick e Florenzi esterno basso. La linea della difesa però più bassa di una quindicina di metri e si punta più sul possesso palla che sulla verticalità. Iachini, invece, contro il suo maestro si schiera con un 3-5-2 la cui linea difensiva si allunga spesso a cinque, con Pasquale e Di Lorenzo che fungono da pendoli. Per chi si aspettava scintille o una squadra che arasse il campo (come chiesto da Ranieri alla vigilia), è meglio ripassare la prossima volta. Nel senso che Ranieri la bacchetta magica non ce l’ha e allora bisogna andare sul concreto. Anche perché la Roma riesce a passare quasi subito (9’) grazie ad un bel destro a giro di El Shaarawy su cui Dragowski non può nulla. Sembra l’inizio di una serata in discesa ed invece tre minuti dopo ci pensa il solito Juan Jesus a sistemare le cose per l’Empoli, con un autogol comico difficile anche da immaginare. La paura però è lì e rischia di materializzarsi ancora più netta due minuti dopo, quando Pasqual colpisce un clamoroso incrocio dei pali su punizione. Scampato il pericolo, la Roma si dedica a lungo e continuo possesso palla, ma davanti le idee latitano. Kluivert però regala spunti in velocità, anche se poi spesso si intestardisce troppo. Sta di fatto, però, che le altre due occasioni giallorosse nascono proprio da lui, che prima dà il via all’azione in cui Zaniolo si divora il 2-1 e poi si conquista la punizione (calciata da Florenzi) su cui Schick porta la Roma avanti. Per ora a Ranieri basta e avanza, almeno fino all’intervallo.

SOFFERENZA GIALLOROSSA — La ripresa si apre con la pioggia, un tiro da fuori di Kluivert dalla distanza e l’infortunio quasi annunciato di Zaniolo, che al decimo deve arrendersi al risentimento muscolare al polpaccio sinistro che l’avevo tenuto in dubbio alla vigilia. Con Perotti allora la Roma si ridisegna con il 4-4-2 ed El Shaarawy a girare intorno a Schick. Maresca si inventa un giallo proprio su El Shaarawy per simulazione (salvando Silvestre per un fallo dal limite) ed allora l’Empoli prende un po’ di coraggio e anche di campo e al 21’ trova la palla del possibile 2-2, ma Krunic crolla da solo a 6-7 metri da Olsen nel momento di calciare a botta sicura. Poi è ancora El Shaarawy a cercare il gol con un colpo da biliardo, con Dell’Orco dall’altra parte che mette i brividi a tutti di testa. Poi a dieci dalla fine la Roma resta in dieci per l’espulsione di Florenzi per doppia ammonizione e poco dopo Ranieri è costretto a tirare fuori anche Schick, con l’esordio assoluto di Celar in Serie A. Al 42’ altro patatrac di Juan Jesus, che rinvia su Oberlin in area, la palla arriva poi a Krunic che in corsa fa 2-2. L’Olimpico si gela, ma a riscaldarlo ci pensa la Var, con Maresca che annulla per un fallo di mano di Oberlin. Finisce così, con Ranieri a festeggiare una vittoria soffertissima ma fondamentale.