
L’intervista alla leggenda vivente Federica Brignone. La fuoriclasse ha mantenuto la promessa: ci ha fatto sognare alle Olimpiadi italiane dieci mesi dopo il grave infortunio. Il miracolo sportivo della Tigre. A 315 giorni dall’infortunio, Federica Brignone non solo è riuscita a partecipare a Milano Cortina 2026, ma con una prestazione sensazionale nella gara di Super-G con 41 centesimi di vantaggio su Miradoli e 52 a Huetter, ha conquistato il suo primo oro olimpico in carriera.
Federica che cosa ha pensato al cancelletto di partenza?
«Solo a fare le mie curve, a essere sempre in anticipo. Mi sono lasciata andare cercando di usare l’intelligenza tattica. Mi sono sentita subito molto fluida, capivo di avere un buon ritmo nelle curve».
Che cosa significa l’oro olimpico dopo aver recuperato dall’infortunio, essere stata portabandiera e vincere sotto gli occhi del Presidente Mattarella e lo show delle Frecce Tricolori?
«Mi sembra di vivere un film che finisce addirittura troppo bene».
Troppo parlare di capolavoro?
«É vero ho fatto un capolavoro di testa e di perseveranza. Mi è riuscito davvero qualcosa di speciale».
Ci sono stati giorni più difficili di altri? Quali?
«Dall’incidente, la maggior parte dei giorni sono stati difficili. Per questo quello che ho fatto è ancora più incredibile».
In questi dieci mesi che hanno scandito il recupero qual è stato però il momento più bello? E non vale dire questa medaglia.
«La prima volta che ho camminato. Dopo tre mesi dall’intervento, quindi non è stato banale. La prima volta che ho camminato di nuovo dopo il secondo intervento. La prima volta che ho potuto fare quasi uno squat. La prima volta che ho messo gli sci da gigante, ho capito che riuscivo a fare delle curve, appoggiarmi la gamba. Tante piccole grandi cose che mi hanno resa felice».
Qual è stata la molla decisiva di questa straordinaria impresa?
«Quella che potrei definire la cosa più bella della mia vita».
Cioè?
«Aver accettato il mio infortunio. Come qualcosa che doveva capitare. Per questo il lavoro più importante è stato mentale, non fisico».
Come e quanto continuerà la sua carriera ora?
«Io più vado avanti e più non mi manca l’energia. Sinceramente non mi sento più vecchia. Mi sembra di avere più esperienza di tutti, di saper gestire varie situazioni in maniera diversa e soprattutto di reagire in maniera differente. Mi sembra di essere più forte».
Fonte: lastampa




