Juventus-Napoli, la presentazione

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Se fossimo in Aurelio De Laurentiis, qualche minuto prima di scendere in campo, faremmo una passeggiata negli spogliatoi  e racconteremmo ai giocatori questa bella storia.

C’era una volta una società che soleva infrangere ogni legge e regolamento rimanendo sostanzialmente impunita perché “il brand va salvaguardato” (cit. del Presidente federale), negli ultimi anni con bilanci truccati, false comunicazioni sociali, fatturazioni false con gli agenti, plusvalenze fittizie, scritture private false sui compensi dei calciatori e chi più ne ha più ne metta. E un’altra società emblema della regolarità finanziaria, con i bilanci migliori del campionato coniugati con risultati di campo eccellenti.
Orbene, dinanzi ad una norma palesemente illegittima e creata ad squadram, la citata società sabauda, congiuntamente ai compari di merende delle altre due “strisciate” e della Roma, pur riconoscendo l’illegittimità e palese assurdità di tale norma (era impossibile fare altrimenti), ha messo in atto una classica “porcata” che ha di fatto approvato la modifica della norma, ma non immediatamente, così causando il blocco del mercato del Napoli.
Ecco, se fossimo in Don Aurelio ricorderemmo ai giocatori contro chi si andrà in campo domenica pomeriggio, dimenticando emergenza, infortuni e il Chelsea alle porte: contro questi signori qui, bisognerà dare il 150% e non è detto che basti perché le vie della Vecchia Signora sono infinite.
Se fossimo poi in Antonio Conte, faremmo ascoltare a Lobotka l’intervista di Spalletti nella quale racconta che “dopo Modric, Locatelli è il miglior regista del campionato”. Ecco caro Stanislav, magari il buon Luciano ha perso un po’ la memoria dei suoi anni napoletani ( o magari ha rimosso tutto,  una volta vestitosi di bianconero) e se fossimo in te proveremmo a rinfrescargliela un po’ con una lucida regia in mezzo al campo.
È con questi presupposti che il Napoli andrà in campo allo Stadium contro la Juventus, in quella che una volta era la madre di tutte le partite che poteva valere un’intera stagione, ma che con lo status oramai raggiunto dagli azzurri va retrocessa al rango di partita importante e poco altro.
Certo, uscire vittoriosi da Torino servirebbe a mantenere intatte le ambizioni di vertice e allontanerebbe i bianconeri dalla contesa, un pareggio li lascerebbe a distanza ma vedrebbe l’Inter andare via inesorabilmente, una sconfitta immetterebbe ufficialmente il Napoli nella bagarre per un posto in Champions per il prossimo anno. 
Rispetto al match del 07 dicembre è però un’altra Juventus e non inganni l’immeritata sconfitta di Cagliari. Spalletti con un po’ di tempo a disposizione ha rimesso i bianconeri in carreggiata  e anche la manovra si sta sviluppando con discreta scorrevolezza. Il ritorno di Bremer in difesa è stato fondamentale per ritrovare fluidità mentre Yildiz è sempre più il faro della squadra.
Purtroppo anche il Napoli sarà diverso da quello del match di andata.  Anche quello era già in emergenza, ma adesso  si aggiungono le assenze pesantissime di Rrhamani, pilastro della difesa, di Neres (miglior in campo al Maradona con Hojlund) e del multiuso Politano. Se aggiungiamo che Lucca e Lang sono partiti e, per ora, non sostituiti (Giovane potrebbe aggregarsi in extremis), si capirà che Conte guardando la panchina vedrà tanti primavera, oltre a Lukaku, che però ha 0 minuti nelle gambe.
Il problema principale però, come la trasferta di Copenaghen può purtroppo testimoniare, non è nemmeno l’emergenza, ma il carattere altalenante di questa squadra: la mancanza di determinazione nel secondo tempo in Danimarca, in una partita così importante, ha lasciato davvero tanti dubbi.
E però…c’è un peró: nei momenti di estrema difficoltà il Napoli ha dimostrato di sapersi sempre compattare divenendo un corpo unico con il suo allenatore, tutti  pronti ad andare in battaglia contro il mondo intero. Con questo spirito, visto tante volte nell’era contiana, non c’è emergenza o avversario che tenga.
C’è poi ulteriore elemento cui aggrapparsi. Rasmus Hojlund non segna dalla doppietta di Cremona ed era ancora l’anno vecchio. All’andata non segnava da due mesi e ne fece due contro la Juve: corsi e ricorsi storici, direbbe Giambattista Vico. Che ovviamente era napoletano…
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