Inter-Napoli, le pagelle degli azzurri

Il problema del Napoli è sempre lo stesso: il possesso di palla è prolungato, con buona velocità in certi frangenti della partita, ma sono poche le nitide occasioni da gol create. Se, poi, trovi un Handanovic sui suoi standard migliori è difficile gonfiare la rete. L’Inter ha costruito molto meno, ma è stata spietata punendo gli azzurri che devono riflettere sulle performance alterne, non continue.

ALEX MERET 6. Luci ed ombre nella sua prestazione. Due soli tiri verso la porta dei calciatori dell’Inter nella frazione inaugurale. Sul primo è stato preso in controtempo da D’Ambrosio, sul secondo è stato straordinario. Al 46° è arrivato come un gatto sul tiro rasoterra, angolato di Brozovic. Spesso coinvolto nell’inizio della manovra, ha fraseggiato in maniera semplice, corta, sapendo di non avere piedi da centrocampista. Nella ripresa il tiro di Lautaro è stato forte, preciso, angolato, ma da lontano (74°). Coraggioso e determinante nell’uscita con cui ha anticipato Barella (77°). Buona la respinta sul tiro finale di Eriksen (92°).

ELSEID HYSAJ 5,5. Prestazione enigmatica dell’albanese. Nel primo tempo è stato complice con i compagni dello svarione che ha determinato il vantaggio neroazzurro, ma poi al 21° ha perso Bastoni, ha provato a fermarlo con le braccia, ma si è fermato perché era in area. In fase offensiva ha spinto tanto quando la squadra è cresciuta, ma ha inciso poco. Suo il passaggio per Insigne al 36°. Nella ripresa ha dialogato con Politano, ma è stato poco produttivo. All’83° ha lasciato il posto a MALCUIT che ha riassaporato il campo dopo oltre 9 mesi. Impossibile chiedergli di più.

NIKOLA MAKSIMOVIC 5.5. Sanchez è veloce, sgusciante, ma lui non gli ha concesso assolutamente lo spazio per sfruttare le sue qualità. Il cileno è stato costretto ad arretrare per provare ad essere utile alla squadra. Lautaro Martinez è diverso, ma soprattutto più intraprendente e lo ha messo in difficoltà. Lo stesso ha fatto anche Moses che lo ha costretto alle maniere forti.

KALIDOU KOULIBALY 6.5. Duello molto fisico con Lukaku che gli è scappato soltanto due volte e solo nella frazione inaugurale. Nella prima è molto vicino alla linea di fondo, quindi, in posizione innocua. Nella seconda, al 46°, ha servito un pallone importante a Brozovic.  Nella ripresa ha chiuso anche i varchi lasciati aperti dai compagni.

MARIO RUI 6. Sulla sua fascia hanno spinto sia Candreva sia D’Ambrosio e questa novità ha richiesto maggiore attenzione, concentrazione, applicazione in fase difensiva (aiutato da Insigne). Sul vantaggio neroazzurro ha perso il pallone ad inizio azione, ma poi è stato protagonista di diverse buone chiusure. Con il passare dei minuti ha trovato il modo anche per spingere e provare la conclusione. Nella ripresa due sono finiti molto fuori. Non è calato il rendimento in fase difensiva, ma al 65° Gattuso ha preferito inserire FAOUZI GHOULAM che ha battuto gli angoli e le punizioni. Non è ancora quello dei tempi migliori e, contro un’Inter attenta, ordinata, non è riuscito a fare di più.

ELJIF ELMAS 6. Prestazione meno appariscente, entusiasmante rispetto a quella offerta in altre partite. Ha giocato prevalentemente da mezzala sinistra e si è concentrato tanto, forse, troppo sui movimenti funzionali alla squadra, senza essere propositivo in fase offensiva. Ha avuto solo due sussulti. Al 39° bella percussione centrale culminata con un tiro deviato in angolo da Bastoni.  Al 64° il destro da fuori area è terminato di poco a lato.

DIEGO DEMME 5.5. Il suo compito è di posizionarsi davanti alla difesa e chiudere tutti i varchi. Lo ha fatto benissimo per larghissimi tratti dell’incontro. Peccato che si è perso Lautaro Martinez all’inizio della percussione che è valso il raddoppio dei neroazzurri.

PIOTR ZIELINSKI 6.5. Nel primo tempo ha giocato da mezzala destra al posto di Fabian Ruiz di cui ha ereditato anche i compiti di impostazione della manovra. Ha toccato e smistato  tanti palloni tra cui uno bello per Insigne al 19°. Di conseguenza è stato meno coinvolto nella chiusura dell’azione, ma al 24° ha scoccato un buon tiro da fuori area che Handanovic ha respinto. Nella ripresa non sono cambiate le mansioni, ma le ha eseguite alcune volte pure dal centro sinistra. E’ uscito al 65° per ALLAN 5 che non ha proposto nulla di eclatante, significativo in un frangente in cui tanti (compagni ed avversari) sono stanchi.

MATTEO POLITANO 6.5. Prestazione positiva nel primo tempo in cui è stato servito diverse volte quando era largo sulla fascia destra. Si è accentrato anche per cercare la conclusione. Sul buon sinistro del 30° c’è stata la pronta respinta di Handanovic. In avvio di ripresa è stato vivo, ha combinato con Hisay, ha fatto ammonire Barella (dopo Sanchez nel primo tempo), ma non è bastato per concludere la partita. Al 75° è entrato HIRVING LOZANO 6 che è stato molto vivo, voglioso, dinamico. Ha fatto ammonire Biraghi, ha toccato diversi palloni, ma rispetto ad altre volte non ha trova il colpo che poteva riaprire la partita.

ARKADIUSZ MILIK 5. Impalpabile, spettatore non pagante. Staziona centralmente muovendosi poco e, di conseguenza, è stato facilmente marcabile per De Vriy. Ha toccato pochi palloni e questi non sono stati utili alla squadra.  Solo all’83° Gattuso lo ha sostituito con JOSE’ MARIA CALLEJON 5.5 che, da grande professionista qual è, si è posizionato al centro dell’attacco, ma gli sono arrivati pochi palloni giocabili e non ha nel suo dna i movimenti necessari.

LORENZO INSIGNE 6.5. Prestazione molto positiva per circa 60’, poi, è calato in termini di incisività, intraprendenza. Nel primo tempo sin dall’avvio ha fatto capire di essere vivo, pimpante in fase offensiva, concentrato ed attento in quella difensiva. E’ nella prima che ha fatto la differenza: tiro a lato di poco al 19°, grande passaggio per Politano al 30°, buona conclusione deviata fuori di poco al 36°. Un solo vero acuto nella ripresa con un buon tiro che è deviato in angolo da Candreva.