Inizia il ciclo terribile. Napoli, rialzati

Nella speranza che la sosta abbia rigenerato un Napoli troppo brutto per essere vero, ci apprestiamo a vivere una serie di partite che potrebbero, con un mese di anticipo, emettere un’amarissima sentenza sulla stagione azzurra. Tre sfide di campionato ad alta tensione, gli scontri diretti Champions contro Roma e Fiorentina e l’ostica trasferta di Cagliari, per rimanere ancora in lotta per accedere alla massima competizione europea; la doppia sfida europea contro i temibili tedesconi del Wolfsburg; la semifinale di ritorno di coppa Italia contro la super Lazio di Pioli.
Si comincia domani contro i giallorossi, in una sfida che sportivamente evoca la prestazione straordinaria della gara d’andata. Fu quasi una sorpresa vedere il Napoli strapazzare la Roma con facilità impressionante, vuoi perchè i partenopei venivano da prestazioni e risultati non all’altezza, vuoi perchè la squadra di Garcia era invece reduce da un buon periodo ed era ancora considerata una corazzata. Fu dominio totale, sia dal punto di vista tattico che da quello atletico, con una Roma lenta ed appannata che fu aggredita costantemente da un Napoli spavaldo e vigoroso, capace di ridimensionare i lupi giallorossi, rendendoli degli innocui e anche teneri gattini. Ad inizio partita, un grosso errore di Koulibaly stava per portare in vantaggio la Roma, ma questo particolare fu presto dimenticato, complice la prestazione gagliarda del gigante di difesa, che con una sua percussione tutta muscoli e gamba fece innamorare di sé un pubblico che troppo presto iniziò ad attribuirgli termini di paragone eccessivi. Domani non si può sbagliare. Questo è abbastanza chiaro. Guardando classifica e calendario, le preoccupazioni in merito alle difficoltà di arrivare terzi ci sono e sono assolutamente giustificate, soprattutto considerando il trend negativo che ha accompagnato il Napoli prima della sosta. Va detto, però, che se Napoli non ride, Roma piange, perchè i giallorossi stanno attraversando una crisi di risultati senza eguali nell’epoca Garciana, acuita dalle aspettative enormi nei confronti di una squadra considerata dai più come vera antagonista della Juventus. De Rossi e compagni avrebbero voluto, dovuto e forse anche potuto lottare per lo scudetto, ma hanno pagato un calo atletico e mentale pazzesco da gennaio in poi, accentuato da un mercato di riparazione condotto in maniera quantomeno discutibile da Sabatini. La Roma si presenterà col suo classico 4-3-3 mascherato, priva di tanti giocatori validi ma sempre pericolosissima, complice la rosa robusta allestita in estate in vista del triplo impegno. Bisognerà prestare grande attenzione alla velocità degli attaccanti esterni, i cui tagli spesso e volentieri mettono in grande difficoltà la retroguardia azzurra, sovente distratta nelle letture difensive. A centrocampo, è improbabile che Benitez chiederà ai suoi lo stesso pressing alto che mandò totalmente fuori giri i giallorossi nel corso della partita d’andata, anche perchè in quel caso fu l’effetto sorpresa ad irretire una Roma sconvolta dalla cazzimma sdoganata dai partenopei. Per quanto riguarda la fase offensiva del Napoli, sarà importante riuscire ad avere spazi da attaccare, auspicando che Higuain giochi da Higuain e che si riesca a rivedere quella squadra cinica che all’Olimpico contro la Lazio in campionato riuscì a far male quando si presentò l’occasione. Troppo spesso, il Napoli ha avuto la capacità di curare i malati più gravi, risvegliando autostima ed energia in squadre e singoli giocatori che sembravano vivere momenti di crisi nera. Naturalmente, domani bisogna assolutamente evitare di mostrare i poteri curativi della compagine partenopea, perchè se ci sono partite che valgono doppio, una di queste è proprio l’anticipo del brunch time pre-pasquale. C’è una qualificazione in Champions in palio, che vale troppo, soprattutto dal punto di vista finanziario, per ammettere distrazioni. In molti, tra giocatori, staff tecnico e giornalisti prestigiosi, hanno commesso il gravissimo errore di dare per scontato un terzo posto in campionato che a quanto pare non è così facile da raggiungere, ma arrivati ad aprile non è più possibile guardarsi indietro alla ricerca di ciò che poteva esser fatto meglio o di scuse pronte a spiegare cosa è andato storto. Arrivati ad aprile bisogna scendere in campo e conquistare le vittorie. Altrimenti sarà davvero dura.

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