Il Napoli twitta per Gigi Simoni

Il club azzurro ricorda così l’ex calciatore e allenatore dei partenopei Luigi Simoni.

Il Presidente De Laurentiis e la SSC Napoli si uniscono al dolore della famiglia Simoni per la scomparsa del caro Gigi. 

Da gazzetta.it. Se ne va l’allenatore gentiluomo: sempre garbato, mai una frase urlata, l’equilibrio come stella polare di un’intera carriera. Anzi: di una vita. Gigi Simoni scompare a 81 anni e si porta dietro una valigia di ricordi, da quando aveva cominciato a fare il calciatore e se la cavava piuttosto bene fino a quando, seduto in panchina, guidò il Fenomeno Ronaldo nella sua prima stagione italiana con la maglia dell’Inter.

L’ESPERIENZA IN CAMPO

—Non era un fuoriclasse in campo, anche se la Juve lo ingaggiò nell’estate del 1967, dopo aver a lungo trattato per l’acquisto di Gigi Meroni. Ma in bianconero non incantò e ritornò in fretta nella sua amata provincia calcistica, perché è qui che Simoni ha sempre dato il meglio di sé. Da tecnico ha legato il suo nome alle imprese della Cremonese del presidentissimo Domenico Luzzara: con i lombardi ha vinto pure un Torneo Anglo-Italiano a Wembley.

CON L’INTER

—E poi l’avventura, breve ma intensa, all’Inter: una stagione o poco più, ma quante emozioni. Innanzitutto la gioia di poter allenare il più forte giocatore del mondo, cioè Ronaldo, e poi l’orgoglio per aver conquistato la Coppa Uefa, dopo aver sconfitto in finale la Lazio. Ma quell’esperienza è segnata anche da un episodio che Simoni non ha mai digerito: il famoso fallo-non fallo di Iuliano su Ronaldo, aprile 1998, l’arbitro Ceccarini che non concede il rigore, le polemiche che incendiano l’ambiente e lui che perde le staffe e viene espulso. Festeggiando i suoi ottant’anni, nel gennaio scorso, Simoni è tornato sull’argomento e, poiché Ceccarini sostenne addirittura che il fallo era di Ronaldo e non di Iuliano, si rivolse così all’ormai ex arbitro: “Dimostra di essere poco intelligente non ammettendo un errore di cui si parla da più di vent’anni”. Fu, in tutta la carriera, l’unica volta che Simoni mise da parte l’abito del gentiluomo per scendere sul ring.