Il 10 settembre la presentazione di Uno contro Zero

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Per un Gigante dello sport   è pronto uno spettacolo teatrale, un monologo per il Grande Enzo. “L’idea è diventata progetto, il progetto e’ diventato un monologo, il monologo vuole essere un omaggio ad una leggenda della pallanuoto: Enzo D’angelo.  La mia prima produzione, sono molto emozionato”. Posta così sui social Mario Cutolo, produttore di “Uno contro Zero”, una opera fortemente voluta per raccontare l’ex pallanuotista e allenatore, una vita in acqua o in piscina. Che ha dato sempre dato lustro alla sua terra, orogoglioso delle sue origini flegree, puteolane-bacolesi. Appuntamento al 10 settembre alle 20:30 al Liv Event di via Miliscola 506, Pozzuoli (Na). Mario Massimiliano Cutolo è l’ideatore di Uno Contro Zero assieme a Geremia Longobardo, scritto da Franco Cussu, regia di Rosario Giglio. “Le leggende esistono anche se non si volesse credere alla verità che nascondono. E’ impossibile non credere alla loro incomporabile potenza simbolica. Le storie dei nostri miti si raccontano un pò così, personalizzando le sfumature magnificandone i dettagli. Il loro vissuto spesso viene edulcorato da aneddoti fantasiosi e creativi, viene amorevolmente annacquato con piccole gocce di folclore locale. Tutti ne conosciamo almeno un pezzetto e lo recitiamo a menedito durante i grandi conviviali. Una citazione, un accenno,un dejavu non importa perchè se non parli, giusto il tempo di un sospiro, giusto il tempo di assaporare l’assenza. Ognuno di noi conservava un ricordo di Enzo, un episodio, un  innocente e divertente inciucio. Il nostra paese è così, siamo una grande famiglia“, a firma di Mario Massimiliano Cutolo, nel “cuore” della locandina dell’happening del 10 settembre.

Il ricordo di Enzo D’Angelo. Il 6 febbraio del 2008 ci lasciava uno dei più grandi interpreti della pallanuoto mondiale. Enzo D’Angelo  con la sua rete alla Dinamo Mosca portò la Canottieri Napoli in cima all’Europa e alla conquista della Coppa dei Campioni del 1978.

“Una forza gentile, un campione avanti coi tempi, un amico”. Così Marco Pirone ricorda Enzo D’Angelo, stella della pallanuoto italiana. La descrizione di Pirone, che di D’Angelo fu compagno di squadra nella CanottieriNapoli degli anni ’70, sintetizza la complessità di un personaggio che ha fatto la storia del nostro sport e che dovunque abbia giocato (Rari Nantes Napoli e Canottieri Napoli) o allenato (Canottieri, Pro ReccoCatania e Fiorentina), ha lasciato un ricordo indelebile di sé, al di là dei successi o delle magie in acqua. – si legge su .wpdworld.com – “Enzo era un giocatore unico, avanti coi tempi – continua Pirone -: tutti conoscono l’attaccante estroso, dai grandi colpi, ma era anche capace di difendere. Copriva tutto il campo, grazie al suo passato da quattrocentista. Era il simbolo della pallanuoto di Fritz Dennerlein, che diede al gioco una matrice moderna, più dinamica: all’inizio ci prendevano in giro, ci chiamavano i “pallanuotatori”. Poi iniziammo a vincere, e fu grazie a Enzo”. Senza il suo arrivo dalla Rari Nantes, nel campionato del ’73, la Canottieri non avrebbe costruito il mito “degli anni dispari”, né conquistato la Coppa dei Campioni nel ’78. “Enzo diventò padre a 23 anni e per lavorare al Banco di Napoli fu costretto a rinunciare ad alcuni appuntamenti importanti con la Nazionale, altrimenti avrebbe vinto tanto anche in azzurro, non fermandosi all’argento olimpico a Montreal. Ma i successi non servono per definire la sua grandezza, dentro e fuori dell’acqua. In realtà, manca a tutta la pallanuoto, un personaggio come Enzo d’Angelo, anche oggi che il settebello è tornato sul tetto del mondo.