Gonzalo al fotofinish, il Napoli è in semifinale

La Coppa Italia è una competizione amica di questo Napoli targato Rafa Benitez. La qualificazione alla semifinale, dove ad aspettare gli azzurri ci sarà la Lazio, passa, tuttavia, attraverso i piedi, la classe, la grinta e la tenacia di Gonzalo Higuain. Con il gol al 93′, frutto di classe e furbizia, il Pipita porta a casa il risultato consacrandosi, sempre più, leader assoluto di questa squadra. Perché Higuain non è più un semplice bomber, Gonzalo è il trascinatore, il traghettatore, il punto di riferimento di questo Napoli che continua la sua scia di risultati positivi.

Assedio – Bastano davvero pochi minuti per carpire la fisionomia della gara. C’è una squadra, il Napoli, che fa la partita, ed un’altra, l’Inter, che aspetta l’avversario, subendone la pressione e la qualità. Mancini preferisce optare per qualche cambio in più Benitez, invece, ci prende gusto ed onora la Coppa Italia in maniera egregia. Unica novità, Koulibaly terzino destro per via del forfait di Maggio. Al suo fianco Albiol Britos e l’ormai inamovibile Strinic. Gargano e Lopez a centrocampo, mentre in attacco, alle spalle di Higuain, Callejon, Hamsik e De Guzman.
La battuta iniziale la suona l’Inter quando, al 18′, Icardi colpisce il palo tirando da fuori area. Poi, però, la squadra di casa si propone subito in avanti mettendo in scena un balletto offensivo in cui il Pipita recita la parte del protagonista. Sarebbe tutto fantastico se il Napoli, però, non si risparmiasse proprio nella battuta finale, quella che spingerebbe la palla sino a dentro la rete. Ci prova il Napoli, ci prova con tutte le sue forze. Lo fa anche con i suoi difensori. Britos e Koulibaly più volte sfiorano il vantaggio. La baracca la trascina sempre lui, Gonzalo Higuain: scalpita, si propone, ritorna in difesa, spazia per tutto il campo. Ma non riesce, non gli è tra la palla.

Gonzalo leader – Nella ripresa l’Inter accenna una reazione. I nerazzurri si vedono più spesso nell’area di rigore avversaria anche se impensieriscono poco la retroguardia azzurra. Gli uomini di Mancini cominciano ad accusare la stanchezza fisica, a causa del duro lavoro di contenimento. Non è semplice arginare gli attacchi del Napoli, soprattutto non è semplice tenere a bada il numero 9. Durante la gara, De Guzman colpisce un bel pallone con un destro al volo, ma si fa male e si getta a terra. Si potrebbero aspettare i consueti minuti per capire l’entità del dolore, si potrebbero aspettare i consueti minuti per valutare se è il caso o meno di effettuare il cambio. Ma al San Paolo, in Napoli Inter più che mai comanda Gonzalo Higuain. Il Pipita in una frazione di secondo si rivolge alla panchina, e dice a Benitez che c’è bisogno del cambio. Il tecnico spagnolo si fida del suo fuoriclasse e, immediatamente ordina a Ghoulam di entrare. Era come se lo sapesse Gonzalo, come se qualcuno gli avesse suggerito di far uscire De Guzman, ma soprattutto di far entrare Ghoulam. L’algerino, infatti, si rivelerà fondamentale per il passaggio in semifinale. Al termine della gara l’arbitro Massa ordina quattro minuti di recupero. Al 93′, su una banale rimessa laterale, Fouzi Ghoulam serve una palla lunghissima ad Higuain, Ranocchia, ingenuamente, si lascia scappare l’argentino ma il Pipita, con la classe, la tenacia e la freddezza di un vero campione, batte la porta difesa da Carrizo e, allo scadere, regala la qualificazione in semifinale ai suoi.

Il Napoli c’è, anche quando fatica, ed anche se lo scudetto sembra ormai una pratica chiusa, Benitez e i suoi sono ancora in corsa su tre fronti. La Coppa Italia piace al tecnico spagnolo che sa bene come onorarla. Adesso sarà la volta della Lazio in semifinale. In quell’occasione il Napoli scoprirà se dovrà tornare a Roma, a difendere il titolo di campioni. Con la speranza che, questa volta, sia sempre solo il campo a farla da padrona.

Roberta Savarese

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