
Un successo per chiudere la stagione. La Guerri Napoli batte Udine 98-71 e chiude la stagione tra gli applausi
Udine rompe il ghiaccio con la rubata di Hickey che va a depositare, Flagg a segno per Napoli ma con il primo di numerosi errori ai liberi, con una tripla contro la zona Doyle risponde al bel triangolo udinese chiuso da Spencer. In avvio si nota anche un buon Totè mentre Dawkins inizia a crivellare la retina, con l’appoggio in solitudine di Spencer è 9-9 con 6’35” da giocare nel primo quarto. Dopo la bella correzione di Faggian sull’errore di Bolton, a 5’51” è il momento del redivivo Nick Marshall mentre Vertemati richiama Spencer per Mekowulu. Repesa richiama il suo pupillo per testare una difesa diversa su Dawkins, che però punisce sistematicamente dalla mattonella confezionando il +5 Old Wild West (13-18). Il coach così rimescola ancora le carte rimettendo il talento trevigiano ed El-Amin per Doyle e Bolton, cambi che se non altro evitano un pieno allungo di Udine, brava a conservare il margine con Ikangi e Mekowulu. Nel finale di quarto spazio anche per Caruso e Whaley, parziale che al 10′ dice 16-21 con Napoli ferma a 1/8 da 3 e 1/4 ai liberi.
Secondo quarto che vede un susseguirsi di errori dalla lunetta ma con Udine sempre avanti (17-23), il rientro di Totè al posto di Flagg è la mossa che scuote Napoli e innesca un pesante break di 17-3 (34-26): il centro azzurro grande protagonista ma funziona bene anche il tandem con Whaley, nel parziale co-protagonisti Doyle ma soprattutto El-Amin, quest’ultimo fondamentale anche nel respingere il tentativo di rimonta Apu guidato da Calzavara con cinque punti di fila. Udine non molla comunque grazie all’esperienza di Da Ros, cui risponde sulla sirena Flagg con un’insperata tripla solo rete. All’intervallo è 42-36 Guerri, con Totè già a quota 13 con 5 rimbalzi e 6/8 da 2.
Il sottomano di Bendzius, sei punti di un devastante Mekowulu e la mano tornata calda di Dawkins fanno rimettere il naso avanti a Udine (44-46), con 6’26” da giocare. Napoli paga anche un Doyle a corto di lucidità, al suo posto c’è El-Amin ma anche Totè arranca, quindi Repesa gli preferisce Caruso. Ancora una volta scelte azzeccate del santone croato, visto che il loro contributo sarà importante nel nuovo break di 19-5 che lancia Napoli (63-51), e nel quale a fare da leader è un Leonardo Faggian davvero dominante. A questo trio si unisce Whaley in transizione, ma soprasttutto un Doyle ritrovato dopo la sosta in panca. A rompere il monologo azzurro sono isolati sprazzi di Da Ros, Christon e Ikangi da 3, in risposta alla bomba di Flagg che aveva regalato il +16 alla Guerri. Al 30′ è 71-58 per gli azzurri.
Al rientro è Caruso con Doyle a spingere Napoli verso un nuovo massimo vantaggio (79-62), margine ritoccato poi da Marshall e Flagg costringendo time-out a un time-out della disperazione a 5’52” dalal fine. Ma in campo sono ancora Marshall e Flagg a colpire, stavolta al tiro, quindi con un’altra tripla di Faggian la Guerri dilaga a +27 con 3’16” da giocare (88-64). E’ Hickey a tamponare questa autentica emorragia, ma ormai siamo in pieno garbage-time, anzi in assoluto show-time grazie all’ennesima prodezza di Faggian che schiaccia e scatena una cascata di rotoli come se si fosse ai bei tempi, come se fossero arrivati quei playoff purtroppo sfumati. E mentre viene dato qualche scampolo ai giovanissimi Mizerniuk e Pavan sponda Udine, gli azzurri Esposito, Ferrara e a Mirko Gloria che va anche a segno, il rimpianto aumenta pensando alla gioia con cui finalmente gioca questo gruppo, che pur tra mille contraddizioni si congeda con onore, in un tripudio che questo PalaBarbuto non ha mai provato. Finale 98-71.




