Genk-Napoli, l’analisi

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Non è stata una buona serata quella del Napoli che questa sera non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 contro il Genk, dimostrando di avere problemi in fase offensiva ma, soprattutto, dimostrando ancora, di essere una squadra in fase di allestimento. Gli azzurri hanno cercato di risolvere la partita a proprio vantaggio ma, alla fine, non ci sono riusciti, portando a casa un solo punto e tanti dubbi. Nel primo tempo il Napoli  ha cercato di partire subito forte, ma ha dovuto vedersela con la squadra belga che, ben organizzata, ha provato a rispondere colpo sul colpo agli attacchi azzurri. Dopo diciassette minuti il primo squillo è stato quello del Napoli che con Callejon è andato vicino al gol. Lo spagnolo ha provato a sorprendere il portiere  belga con un tiro a giro, ma l’estremo difensore della squadra di casa si è fatto trovare pronto. Subito dopo, ad alimentare la manovra azzurra ci ha pensato Milik, questa sera schierato con Lozano, che però ha calciato sopra la traversa. Il Genk, dopo queste folate azzurre, ha provato a ripartire rendendosi pericoloso soprattutto con Bongonda che con i suoi cross in area ha cercato di servire i suoi compagni. Il Napoli, senza farsi schiacciare nella propria area di rigore, ha alzato il suo baricentro con il polacco che però al venticinquesimo ha fallito un’altra occasione, trovando solo la traversa. Dopo i primi trentatrè minuti Ancelotti ha dovuto poi, ricorrere al primo cambio. Malcuit è entrato in campo al posto di Mario Rui che si è infortunato. Il francese ha subito provato a far salire la squadra sfruttando la fascia sinistra, ma nell’ultima parte del primo tempo è stato il Genk ad andare vicino al vantaggio prima con Hagi, che in un paio di circostanze ha impegnato Meret, e poi con il solito Bongonda che al quarantunesimo con un missile da fuori area ha provato a beffare gli azzurri. Nel secondo tempo il Napoli è partito aggressivo, deciso a sbloccare una gara non semplice. Ancora una volta il primo squillo è stato quello di Callejon che con una rasoiata ha messo in difficoltà Coucke. Fortunatamente per il portiere del Genk però, la palla è andata di poco fuori. Gli azzurri,supportati dai tantissimi tifosi che si sono recati nella città belga per sostenerli, hanno cercato di sfruttare gli spazi per poter colpire i padroni di casa, ma la difesa, ben disposta, non ha permesso alla squadra partenopea di poter affondare il colpo. Per cercare di sbloccare la gara, alla metà del secondo tempo Ancelotti ha deciso di mettere nella mischia Mertens al posto di Elmas, apparso non proprio al top. L’attaccante belga non si è fatto attendere e subito ha provato a cambiare il ritmo del match, cercando di mettere la palla in rete anche da calcio d’angolo. Anche nel secondo tempo le due squadre hanno provato a rispondere ad ogni colpo ricevuto, ma con il passare del tempo, la mancanza di un gioco chiaro e un’identità precisa della squadra azzurra hanno iniziato ad essere elementi evidenti e a rappresentare un vero problema. La sensazione è quella di una squadra ancora in fase di rodaggio che alterna ottime prestazioni e giocate, a partite mediocri. Al settantaduesimo Milik è uscito e al suo posto è entrato LLorente. Il polacco fa ancora molta difficoltà a trovare la via del gol. Negli ultimi minuti entrambe le squadre hanno provato a sbloccare la partita, ma all’ottantaquattresimo l’occasione migliore è stata quella di Hagi che davanti la porta, ha tirato di poco fuori. Gli azzurri hanno fatto registrare una prestazione che non convince soprattutto perché non sono riusciti a sbloccare una partita che si doveva vincere, tornando a casa dalla trasferta belga con un solo punto. È necessario allora, che il Napoli sia più continuo e più cinico sotto porta, per poter concretizzare le tante occasioni create. Dopo il pareggio di questa sera, il prossimo appuntamento per il Napoli è quello di domenica sera contro il Torino. Gli azzurri hanno bisogno di trovare una propria identità per poter mettere in campo con serenità il proprio gioco e per impedire agli avversari di avere il sopravvento.