
Mezzogiorno (e mezzo) di fuoco.
C’è un corridoio agli Uffizi, chiamato Corridoio di Mezzogiorno, ma dubitiamo che Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, abbia pensato che un giorno di qualche secolo dopo le rappresentative di Fiorenza e Partenope si sarebbero sfidate a singolar tenzone rincorrendo un pallone sotto il solleone di un settembre afoso come pochi.
I cervelloni della Lega Calcio purtroppo non hanno la lungimiranza dei principi di una volta e probabilmente nemmeno l’intelligenza, se domani Napoli e Fiorentina saranno costrette a giocarsi punti importanti ed una possibile sfida chiave di inizio stagione in un orario imbarazzante.
Tant’è, il caldo sarà un fattore ma nella trasferta in riva all’Arno il Napoli dovrà dare necessariamente continuità al successo contro il Bologna per poter trascorrere la prima lunga sosta per le nazionali in serenità.
Alla quarta giornata la Fiorentina ha già cambiato volto: via il rampante Grosso, richiamato in fretta e furia in panchina Paolo Vanoli che aveva salvato la Viola lo scorso anno da una retrocessione che ad un certo punto sembrava probabile.
Difficile dire se le vittorie contro il fanalino di coda Venezia in campionato e contro il Pisa in Coppa Italia significhino che la Fiorentina sia tornata ad essere l’outsider dei piani alti della classifica, come un mercato tonitruante lascia giustamente presupporre.
In ogni caso i viola hanno tanta gioventù e talento in organico, a partire dal “merengue” Mastantuono, ad Atta, Ndour, Nije, Fagioli e compagnia cantante. In avanti Pellegrino sta trovando la via del gol con una certa continuità e con Beto proverà a non far rimpiangere Moise Kean. Il centravanti argentino non ha lo scatto e la profondità dell’azzurro ma ha dimostrato una maggiore capacità di dialogare con la squadra.
Insomma il Napoli al Franchi troverà una squadra ostica e pronta a tutto per centrare i primi punti casalinghi dopo i ko con Frosinone e Torino. Lo scorso anno a a Firenze esordì con gol Rasmus Hojlund e se il centravanti danese sarà ben assistito, la sua rapidità e la sua tecnica sembrano perfette per approfittare del passo lento di Dragusin e delle distrazioni di Ranieri.
Il Napoli visto con il Bologna é apparso più propositivo ma é probabile che Allegri a Firenze opterà per un primo tempo tipo Genoa: lo si può leggere tra le righe delle sue dichiarazioni pre-match quando ricorda che gli ultimi trenta minuti di partita sono quelli fondamentali. Certo, riuscire qualche volta a partire bene e mettere la partita in discesa non sarebbe male, sopratutto in un ambiente infuocato come quello di Firenze.
Con Anguissa ancora non al meglio, Allegri riproporrà il centrocampo leggero ma molto tecnico con Gilmour al fianco di Lobotka e De Bruyne a tutto campo. Difficile che Max rinunci alla duttilità di Politano ma il rischio é che con Spinazzola e Alison out il Napoli si trovi esterni di poca spinta sia in difesa sia in attacco.
Allegri però é stato chiaro: “é una delle 4-5 partite più importanti dell’anno” e dunque é legittimo attendersi un Napoli all’altezza del suo ruolo, che può e deve essere quello di una protagonista del campionato.
Se sai dove guardare, Firenze é il Paradiso scrive Dan Brown evocando il Poeta. Il libro però si chiama Inferno: sarà il caso di tornare con tre punti per non cominciare a sentire puzza di bruciato.




