
Mentre il mondo si prepara a dare il via ai Mondiali di calcio, l’Italia si trova a fare i conti con un’assenza che ormai non è più un incidente, ma un trauma culturale. Per la terza volta consecutiva, la Nazionale non partecipa alla fase finale dei Mondiali.
Ivan Zazzaroni parte proprio da questa ennesima resa per ragionare sullo stato di salute del calcio nostrano. In “PER VINCERE DOMANI”, in libreria dal 9 giugno, l’autore scava nelle macerie del nostro sistema calcistico per rispondere alla domanda: come siamo arrivati fin qui?
Il libro non si ferma alla critica tecnica, ma individua alcuni degli elementi di una crisi strutturale senza precedenti:
La piramide rovesciata: Tra il 2010 e il 2023, i calciatori tesserati sono diminuiti, mentre i dirigenti sono quasi triplicati.
Selezione per censo, non per merito: Il calcio giovanile è diventato un servizio a pagamento. Zazzaroni denuncia come le quote annuali e i kit costosi stiano escludendo i talenti delle famiglie meno abbienti, trasformando i bambini in “clienti”.
Il divario Nord-Sud: Un’analisi impietosa rivela che la sola Lombardia conta più partite disputate all’anno di tutto il Mezzogiorno messo insieme.
L’alibi dell’età (RAE): Il sistema privilegia chi è nato nei primi mesi dell’anno per ottenere risultati immediati, bruciando sistematicamente i talenti più piccoli o “tardivi”.
Zazzaroni mette poi a confronto il “modello Italia” con le eccellenze straniere — dalla cantera spagnola alla programmazione tedesca del funiño — proponendo un nuovo modella possibile per uscire dalla crisi più nera della nostra storia.




