Disfatta a Bergamo, è crisi profonda in casa azzurra: l’analisi di Atalanta-Napoli

zielinski

Cala il sipario a Bergamo con il Napoli che incassa l’ennesima sconfitta della stagione  proprio contro l’Atalanta, avversario con il quale nel girone d’andata si era avuta la svolta della squadra di Gattuso. Quasi con lo stesso risultato (all’ex San Paolo era finita 4-1 per gli azzurri) questa volta ad imporsi è stata la squadra di Gasperini che vince lo scontro diretto e scavalca il Napoli in classifica.

Con innumerevoli defezioni che pesano come macigni sul gruppo partenopeo, il Napoli si è presentato allo stadio Gewiss Stadium con ben sette azzurrini in panchina e tanti dubbi in mezzo al campo. La squadra vista tre giorni fa contro il Granada, quasi identica a quella scesa sul terreno di gioco questo pomeriggio, aveva fatto rabbrividire i propri tifosi in seguito ad una prestazione alquanto agghiacciante. Non in grado di rispondere al gruppo spagnolo, maggiormente compatto e  con una forte determinazione, il Napoli si era lentamente trascinato verso la fine, commettendo numerosi errori anche individuali. Questa sera dunque ci si aspettava un atteggiamento completamente diverso nonostante gli stessi undici in campo e nonostante un momento particolare della stagione tra numerosi impegni ed infortuni. Il primo tempo però visto a Bergamo ha lasciato tutti alquanto sbalorditi nel vedere entrambe le squadre passeggiare sul terreno di gioco; entrambe ma per motivi diversi non sono riuscite a sbloccarsi ne, tantomeno, ad incidere su un match che si è concluso dopo quarantacinque minuti con ritmi molto bassi. Il 4-2-3-1 di Gattuso ha continuato a mostrare numerose  falle sia a centrocampo che in attacco, con Osimhen sempre più fuori dal gioco. Come un pesce fuor d’acqua il nigeriano è passato dal restare fermo per quasi tre mesi a giocarle tutte, accusando evidentemente stanchezza e una forma fisica non perfetta. Dall’altro lato anche l’Atalanta di Gasperini non è stata in grado di strappare le redini del match dalle mani degli azzurri, portandosi spesso in avanti ma non riuscendo ad affondare il colpo. Quasi come uno scherzo del destino ad un certo punto sembrava che Gattuso dovesse far a meno anche di Politano, che all’ultimo è stato inserito dal primo minuto al posto di Insigne in quanto il capitano aveva accusato un problema alla schiena. Fortunatamente l’allarme è rientrato ed è proprio dai piedi dell’ex Inter che il Napoli, nel secondo tempo, è riuscito a rispondere al gol di Zapata. La partita infatti si è sviluppata tutta negli ultimi quarantacinque minuti, da quando l’ex azzurro ha superato Meret e ha siglato la rete del vantaggio. Da quel momento la sfida si è accesa, il ritmo è aumentato così come i numerosi errori commessi da entrambe le parti. Il Napoli con una scossa d’orgoglio, di quelle che non si vedevano da un po’,  è riuscito prima a pareggiare il match con una perla di Zielinski e poi ad accorciare nuovamente le distanze, dopo che l’Atalanta, salita in cattedra, ha siglato prima il secondo e poi il terzo gol messi a segno rispettivamente da Gosens e Muriel. Con un autogol fortunoso di Gosens il Napoli ha provato a riprendere una boccata d’aria prima di essere travolto dal quarto e ultimo gol dei padroni di casa siglato da Romero, che ha così chiuso la gara. Prima della rete finale Gattuso aveva cercato di contenere l’Atalanta inserendo Ghoulam e Koulibaly, al rientro dopo la positività al Covid, unici cambi effettuati vista anche la panchina alquanto corta dell’ex tecnico del Milan. Negli ultimi minuti il Napoli ha vissuto un ennesimo spavento con Osimhen, uscito in barella a causa di un colpo subito in campo. Tra gli errori, un atteggiamento ancora una volta poco convincente e qualche turbamento di troppo, il Napoli a testa bassa ha lasciato Bergamo con la consapevolezza di essere una squadra di grandi talenti che però non riesce ancora a trovare una propria dimensione. Giocare solo quarantacinque minuti non è bastato al Napoli per poter recuperare la gara contro un’Atalanta che con la fame negli occhi si è impossessata dei tre punti e ha vinto lo scontro diretto.

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