
Dalle lacrime di dolore a quelle di gioia. Sabato sera, Giovanni Di Lorenzo è andato a dormire convinto di aver rimediato un brutto, bruttissimo infortunio al ginocchio sinistro. Temeva lui e temevano tutti che fosse un guaio di quelli seri, per intenderci relativo ai legamenti crociati, e quindi in attesa dei primi esami era preparato come Conte e il ct Gattuso a una sentenza, più che a una diagnosi, che lo avrebbe condannato a chiudere in anticipo la stagione con il Napoli e il sogno Mondiale con l’Italia. – si legge sulla versione on ine del Corriere Dello Sport, a firma di Fabio Mandarini – Ieri, però, il capitano ha visto il buongiorno dal mattino: qualcosa è cambiato nelle sensazioni e nella scrittura del futuro. E intorno alle 13 sono bastate poche righe diffuse dal club a placare l’ansia e a riaccendere la speranza: “Giovanni Di Lorenzo, infortunatosi nel corso del match contro la Fiorentina, ha svolto presso il Pineta Grande Hospital esami strumentali che hanno evidenziato un trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro. Il capitano azzurro si sottoporrà a consulenza specialistica per determinare l’iter riabilitativo”.
Di Lorenzo e l’infortunio al ginocchio: ore di attesa
Ovvero: la risonanza ha escluso la rottura dei crociati – anteriore o posteriore – e di conseguenza anche il rischio di un intervento serio e problematico. Oggi il capitano si recherà a Villa Stuart, a Roma, per la valutazione decisiva con il professor Mariani. Incrocerà Alisson, il nuovo acquisto, e lo accoglierà. Con fiducia rinnovata e tempistiche di recupero che, se tutto andrà come deve anche dopo la visita specialistica, potrebbero aggirarsi intorno al mese e mezzo. O giù di lì: il classico iter riabilitativo, in questi casi, è compreso tra le sei e le otto settimane, dipende tutto dalle risposte dell’atleta, ma alle porte della valutazione definitiva non è mai consigliabile sbilanciarsi suli tempi di rientro. Meglio attendere qualche ora e per il momento basarsi esclusivamente sulle certezze. E dunque sulla diagnosi diffusa dopo gli esami strumentali.
Manna e il mercato: ora ha frenato
All’improvviso, però, il mondo di Di Lorenzo ha ripreso colore. Azzurro, ovviamente: quello del Napoli, passato dalla necessità impellente di rintracciare in una notte un terzino destro a una serie di sospironi di sollievo, e quello della Nazionale. Sabato notte il ds Manna s’era fiondato su Juanlu del Siviglia e Zappa del Cagliari, ma ieri mattina, dopo il responso, ha frenato. Conte nel frattempo può sorridere: con l’Inter a +9, e in un momento già colmo di assenti, problemi e avversari in zona Champions, uno shock del genere non avrebbe fatto che moltiplicare la tensione e le difficoltà. E ovviamente può farlo anche il ct Gattuso: l’Italia, appesa a un filo Mondiale, è oscillata in poche ore tra la prospettiva di perdere una colonna e la speranza di ritrovarla al più presto. Ma i sorrisi più attesi e piacevoli sono proprio quelli che Di Lorenzo ha cominciato ad abbozzare ieri, con la frenesia di farli esplodere oggi: ha toccato tutti vedere a terra e in lacrime un professionista straordinario, il capitano dei due scudetti conquistati dal Napoli dopo Maradona, un totem insostituibile capace di giocare 32 partite su 34 dal primo minuto, di cui 30 dall’inizio alla fine, un campione d’Europa di 32 anni (33 il 4 agosto) che aspira al primo e forse ultimo Mondiale di una splendida carriera. E tantissime sono state le testimonianze di affetto e stima prima e dopo la diagnosi. Meritate.
fonte: corrieredellosport.it


