De Laurentiis: in Italia produciamo un calcio noioso

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«Il Napoli non ha un solo euro di debito nei confronti delle banche, ma nel calcio italiano c’è qualcosa che non funziona: non si può permettere a qualcuno di spendere più di quanto fattura, bisognerebbe far luce e lo dico a Gravina che si è appena insediato». Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, durante il Forum ‘il calcio che vogliamò presso la sede del Corriere dello Sport a Roma. – si legge su ilmattino.it – «Come si può far ripartire i campionati con gente che ha dei debiti e continua a indebitarsi? Come si fa ad avere dei media che incitano a spendere di più per comprare i grandi giocatori? Il calcio non è più uno spettacolo per giovani, ma per vecchi. La più grossa ‘caz… del mondo è comprare giocatori e poter fare solo tre cambi. Ma chi l’ha detto? Chi l’ha scritta questa regola? Vogliamo ancora essere dipendenti da Fifa e Uefa», ha aggiunto De Laurentiis per poi scagliarsi anche contro l’ex ministro dello Sport Luca Lotti: «Ha fatto un casino con danni inimmaginabili, non capisco cosa c’entrasse con il mondo del calcio». «Sono riuscito ad avere 25 milioni per le Universiadi e ho preteso di far parte del Comitato per capire come sarebbero stati gestiti questi soldi». Aurelio De Laurentiis a tutto tondo, al forum del Corriere dello Sport parla del problema stadi italiano. «Vedremo un San Paolo rivoltato grazie a questo evento e ho intenzione di investire ancora altri soldi». L’esempio Juventus, però, è sotto gli occhi di tutti. «Ma la Juve, non dimentichiamolo, ha avuto 75 milioni gratuitamente da SportFive per aver fatto scadere i naming rights della struttura. E su 125 milioni usati per lo stadio sono tanti», precisa De Laurentiis. «La famiglia Agnelli ha un potere particolare sulla Regione». Situazione diversa da quella napoletana. «Tra poco avremo un rinnovo della convenzione con il Comune molto lunga e che ci darà la possibilità di investire. Anche altre squadre hanno stadi di prorpeità: Udinese, Sassuolo, Frosinone, è servito ad avitare problemi di classifica? No. Ma il problema degli stadi è un minus, perché in questo momento stiamo producendo un calcio vecchio e noioso, lontano dagli standard europei. Nelle curve c’è tifo sano? No, la parte sana è minacciata dalla parte non buona che spaccia la droga nei nostri stadi. Abbiamo il Paese più corrotto del mondo».