
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, da Los Angeles, ha rilasciato un’intervista a Raffarispo, influencer e Calcio Napoli Club USA.
“Come stai? Abbiamo vinto con il Milan, quindi sto molto bene.
Questa é la tua terra Hollywood, cosa significa per te unire Hollywood e Napoli? Questo unire l’amore tra Hollywood, che é la patria dei migliori film, e Napoli che é l’amore nel mondo é un ponte che vogliamo aprire con l’America.Questo teatro poi penso sia il migliore per proiettare il film sul quarto, é stata un’esperienza incredibile, un thriller fino all’ultimo minuto, non sapevamo fino alla fine come sarebbe finita. Devo dire che con Conte abbiamo vinto perché é il re delle sorprese.
Che ne pensi di questa stagione? Abbiamo avuto tantissimi infortuni, 11-12 giocatori infortunati. Solo ora stiamo recuperando giocatori importanti ma nonostante ciò abbiamo ancora diversi giocatori fuori. Se non avessimo avuto tutte queste difficoltà, probabilmente avremmo rivinto lo scudetto e quindi il quinto. Ma mai dire mai, e abbiamo anche il prossimo anno”.
Le parole del patron azzurro sono state pronunciate a Los Angeles in occasione della premiere statunitense di Ag4ain, il documentario sul quarto scudetto dei partenopei. De Laurentiis – ch ha ricevuto la cittadinanza onorario di Los Angeles dalla sindaca Karen Bass – ha anche confermato il sostegno all’ipotesi Malagò per il dopo-Gravina (“è la persona perfetta per fare il commissario prima e il presidente poi di una nuova federazione”), ma prima deve cambiare qualcosa in Figc: “Il calcio italiano è la serie A che viene considerata come una cenerentola, ha soltanto il 18% federativamente parlando, mentre i dilettanti e i calciatori hanno la maggioranza. Questa è un’assurdità considerando che senza la Serie A la federazione non esisterebbe e considerando che noi la finanziamo con ben 130 milioni all’anno”. A margine della serata, De Laurentiis ha commentato a CN24 anche la vittoria per 1 a 0 con Il Milan, quinta di fila. “Ho visto la partita a casa mia, straordinaria: abbiamo sofferto e poi gioito. Non c’era Hojlund, eravamo un po’ preoccupati, ma è stato utile per dimostrare che anche gli altri sono legati alla causa e possono portare il risultato”. E ancora ha sottolineato il legame tra le sue due passioni, cinema e calcio: “Sono qui perché avevo promesso questa anteprima americana. In America ci sono 15 milioni di tifosi del Napoli, non sono pochi, e a Los Angeles ce ne sono tantissimi”. “Conte in nazionale? Se me lo chiedesse Antonio, lo lascerei andare senz’altro. Ma visto che è un uomo intelligente, finché non esiste un interlocutore serio – e fino adesso non ce ne sono stati – credo che non si immagini a capo di qualcosa così disorganizzato. Malagò? È la persona perfetta, come commissario prima e poi presidente di una nuova federazione”, le sue parole a Calcionapoli24.it. “Ci sono troppi galli a cantare nel calcio: bisogna mettersi d’accordo con la Uefa, con la Fifa, con la politica…, che è molto lontana dal calcio. I politici ti chiedono i biglietti, fanno il tifo…ma poi di positività e cambiamento non apportano mai nulla”.



