De Laurentiis: amo Napoli più di ogni altra cosa

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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere Dello Sport, a firma di Andrea Ramazzotti. Llorente non è una mia idea, ma di Ancelotti perché sosteneva che in attacco eravamo super forniti e che avevamo bisogno di un fuoriclasse da far giocare negli ultimi 30 minuti delle partite che eventualmente non si sbloccavano. Un’alternativa a Milik che, non dimentichiamoci, nel primo anno di attività vera ha segnato 20 gol senza rigori. Non capisco quindi questo gioco al massacro del tifoso invece di guardare i gioielli che ha in casa propria inneggia sempre all’acquisto in più”. De Laurentiis ha poi rivelato i retroscena della trattativa Icardi: “Sono arrivato a offrire all’Inter 60 milioni più bonus mentre a Wanda per il contratto del marito ho proposto un lordo di circa 12 milioni. Il giocatore però non è stupido e ha scelto il PSG per rilanciarsi a livello europeo. Non ho mai rimpianti nella mia vita, se avessi preso Icardi poi non sarebbe arrivato Llorente, del quale sono super convinto come Ancelotti, ma soprattutto avrebbe gettato ombre e malumori in Milik che continuo a considerare la vera grande stella dell’attacco del Napoli”.

Presidente, passata l’amarezza?
«Se si riferisce al 4-3 di Torino, sì. È normale che in alcune partite di inizio stagione qualcuno sia in ritardo di condizione e forse si dovrebbe lasciare il posto a un altro che ha fatto tutta la preparazione. Poi però mi rendo conto che uno si guarda allo specchio e dice: “Come faccio a non schierare questo o quell’altro?”. Nel calcio bisogna anche essere riconoscenti verso chi gioca con noi da anni e ha sempre dato tutto per questa maglia. Non ci sono stati errori contro la Juve, la gara è andata così».
La preoccupano i sette gol incassati nelle prime due giornate?
«No, non sono preoccupato perché i gol sono fi gli di una difesa ancora da registrare e di un centrocampo da verifi care. E poi nel calcio, al di là delle statistiche, la cosa più importate è che la differenza sia sempre a favore delle reti realizzate e non di
quelle subite».
La Juve è ancora la favorita per lo scudetto o quest’anno ha qualche problema in più rispetto al passato?
«Delle altre squadre non posso parlare perché è troppo presto per valutarne la forza. La Juventus e l’Inter sono due grandi società, con gente molto esperta, sapranno registrare il rapporto tra i loro valori e i loro problemi».
A Torino 10 giorni fa non ha incontrato Sarri perché lei non c’era. Cosa gli dirà quando lo vedrà per Napoli-Juve?
«Sarri è un grandissimo allenatore e quindi cosa dovrò dirgli se non “bravo” oltre a stringergli la mano. Come ho già detto il passato è il passato, il presente è il presente e il futuro è quello che sarà. Non mischio il passato con il presente e il futuro. Io guardo sempre al futuro. Il resto fa tutto parte dell’esperienza che uno ha».
Vuol dire che Sarri un giorno potrà tornare ad allenare il Napoli?
«Non ho mai creduto nei ritorni di fi amma anche perché Napoli è una città straordinaria,
ma anche molto complessa e che bisogna amare senza limiti. Non tutti sono capaci di farlo. Neppure gli stessi napoletani, o almeno non tutti sia chiaro, sanno amarla o la capiscono
fino in fondo… Io amavo immensamente mio padre che, pur non essendo nato Napoli, ma a
Torre Annunziata da padre irpino, rappresentava l’essenza colta di una napoletanità straordinaria. E’ quella a cui mi riferisco e che amo».
Da Sarri a Conte, tecnico di un’Inter ambiziosa. Ha mai provato a portarlo sulla panchina
del Napoli?
«Con Antonio ho un ottimo rapporto. Ci siamo frequentati nuotando nel mare delle Maldive
dove ho conosciuto anche la sua straordinaria famiglia. Molto prima dell’avvento di Ancelotti, quando Conte stava a Londra, l’ho tempestato di domande per proporgli di venire al Napoli. Lui mi rispondeva che il contratto che aveva in essere con il Chelsea gli impediva di parlare con terzi. Credo fosse vero perché poi ha impiegato un anno per poter venire ad allenare in Italia».
Adesso lei si gode Ancelotti ed è felice con lui.
«Carlo è il Von Karajan del calcio: democraticamente inflessibile, culturalmente irreprensibile e amichevolmente esemplare».
Il ritratto dell’allenatore perfetto.
«Giudichi lei».
La gara contro la Juventus, abbinata con la sua spettacolare prestazione in nazionale contro gli Usa, ha confermato la bontà dell’acquisto di Lozano?
«L’esordio di Lozano a Torino mi ha riempito di gioia perché ho visto un calciatore che si è inserito nella rosa immediatamente e con naturalezza. E’ come se fosse da sempre nel Napoli».
Una bella notizia per lei che, comprese le commissioni, lo ha pagato 50 milioni…
«Una bella notizia, lo ammetto. E non ho neppure rimpianti per altri giocatori nel suo ruolo che non sono arrivati».
Lozano le ricorda qualche grande giocatore del passato?
«E’ troppo presto per fare dei paragoni anche perché sono sicuro che Lozano potrà ricoprire diverse posizioni di gioco e quindi mi riservo, prima di fare paragoni, di vederlo in altre partite. Mi auguro però che sia un campione dalla personalità unica e che non si debbano fare paragoni».
Napoli è curiosa di scoprire anche Llorente.
«Scoprire, dice? Llorente non è una mia idea, ma di Ancelotti. Nessuno avrebbe disdegnato un top player come Icardi, ma fin dal primo momento Ancelotti aveva optato per Llorente perché sosteneva che in attacco eravamo super forniti e che avevamo bisogno di un fuoriclasse da fare giocare negli ultimi 30 minuti delle partite che eventualmente non si sbloccavano. Uno insomma che avrebbe potuto convivere con il nostro Milik. Non bisogna dimenticarsi che Milik, dopo due stagioni in infermeria a causa di brutti infortuni, nel primo
anno di attività vera ha segnato 20 gol senza rigori. Il che vuol dire che, se gli avessimo fatto tirare i rigori, sarebbe forse diventato capocannoniere della Serie A. Non capisco quindi questo gioco al massacro del tifoso che invece di guardare i gioielli che ha in casa propria inneggia sempre all’acquisto “in più”. Non capisco neanche per quale motivo il Bari in Serie C in proporzione farà più abbonati del Napoli in Serie A. Il tutto dopo aver ridotto il prezzo degli abbonamenti del San Paolo in alcuni settori addirittura del 40% rispetto a 9 anni fa. Se questo vuol dire essere grandi sostenitori del Napoli, permettetemi di sorridere. Purtroppo io credo che nella città di Napoli si viva di grande invidia per il nord e che esistano molti tifosi juventini, milanisti e interisti. Dovrei forse comprare il Milan per accontentarli? La mia è una provocazione perché amo Napoli più di ogni altra cosa».

FLOP ABBONAMENTI – “Non capisco neanche per quale motivo il Bari in Serie C in proporzione farà più abbonati del Napoli in Serie A. Il tutto dopo aver ridotto il prezzo degli abbonamenti del San Paolo in alcuni settori addirittura del 40% rispetto a 9 anni fa. Se questo vuol dire essere grandi sostenitori del Napoli, permettetemi di sorridere. Purtroppo io credo che nella città di Napoli si viva di grande invidia per il nord e che esistano molti tifosi juventini, milanisti e interisti. Dovrei forse comprare il Milan per accontentarli? La mia è una provocazione perché amo Napoli più di ogni altra cosa”.

ICARDI – “Sono arrivato a offrire all’Inter 60 milioni più bonus mentre a Wanda per il contratto del marito ho proposto un lordo di circa 12 milioni. Icardi non è stupido e forse ha capito che per rilanciarsi a livello europeo andare in una squadra come il PSG, dove potrà primeggiare con più facilità rispetto al Napoli, per lui era la scelta migliore. Non ho mai rimpianti nella mia vita. L’arrivo di Icardi avrebbe impedito l’acquisto di Llorente, del quale sono super convinto come Ancelotti, ma soprattutto avrebbe gettato ombre e malumori in Milik che continuo a considerare la vera grande stella dell’attacco del Napoli”.