De Laurentiis a Kiss Kiss Napoli

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlatp in diretta a Kiss Kiss Napoli dal campo di Carciato. La rubrica si chiama “Il calcio che vorrei”. Si legge su tuttonapoli.net.

15.03 – Aurelio De Laurentiis arriva nel track di Radio Kiss Kiss Napoli: “Entusiasmo a Dimaro? Con i napoletani l’entusiasmo non è mai mancato. E’ un ritiro tranquillo, sereno. Sono tutti concentrati e pronti a dare il meglio. Sabato ci sarà il primo incontro col Benevento e c’è la possibilità di incontrare un vecchio amico come Maggio”.

Che idee hai per migliorare il calcio? “Il problema che ho riscontrato nel nostro Paese è che tu parli e la gente non ascolta, è distratta. O fa finta, forse non vuol capire. Forse non è chiaro il messaggio”.

Cosa ne pensa della SuperLega portata avanti da Agnelli? “Credo che ci sia un grandissimo misunderstanding. Una grande ignoranza, nel senso di ignorare le cose non avendo partecipato a tutte le riunioni dell’ECA. Bisogna spiegare che l’ECA è l’associazione dei club europei, 232 club. Più di 100 sono fattivi e decisionisti nel consiglio, altri invece sono dei soci con presenza, con possibilità di suggerire, ma non di decidere. Anche se adesso pare si voglia modificare e allargare questa possibilità anche a tutti gli altri club. L’ECA è stata l’unica associazione di club privati che s’è contrapposta con educazione e fermezza alla UEFA e alla FIFA, declamando il ruolo importantissimo dei club. Attraverso l’ECA si sono ottenuti, in dieci anni, una serie di vantaggi. Io sono il chairman di comunicazione e marketing per l’ECA e posso assicurarvi che non è nelle intenzioni di Agnelli quella di fare una SuperChampions per pochi eletti. Lui ha cercato di allargare democraticamente la possibilità di parteciparvi anche a club meno blasonati. Il problema va impostato in un altro modo. Come? Se noi parliamo del 2024-27, parliamo di un periodo così distante che sarebbe illogico parlarne fin da adess. E questo l’ho detto anche ad Agnelli. Oggigiorno anche 6 mesi è lontanissimo. Qui c’è questa stupida abitudine di stabilire le cose di triennio in triennio perché la gente crede che così si può ottenere di più, ma non è così. Chi ha capacità commerciali deve sapere ottenere cose giuste e logiche anche in un lasso breve di tempo. Questa gente io la manderei a casa. Il calcio che vorrei dovrebbe essere animato da giovani, non da persone che basano le decisioni sulle stantie esperienze passate. Bisognerebbe proiettarsi al futuro e, soprattutto, essere capaci di prevedere quello che sta per accadere. Ad Agnelli ho detto che lui prima di tutto deve interessarsi di come far trovare i bambini al calcio. I bambini si stanno allontanando dal calcio a causa dei videogiochi elettronici. Ma perché? Perché questo sport è noioso, a parte qualche partita. Specie nelle fasce minori del calcio le partite non destano grande interesse. Dobbiamo immaginare quali saranno i nostri prossimi fruitori. Noi viviamo in un contesto in cui i millenials e la generazione Z praticano gli E-Games e si allontanano dal calcio. Io ho una idea per il Ministro dell’Istruzione, da proporgli: mettiamo nelle scuole elementari italiane tecnica e tattica del calcio; due ore a settimana in cui far vedere ai bambini le partite più belle, studiarle, far capire come si gioca, cosa deve fare un attaccante o un difensore, cosa vuol dire il modulo. I bambini vanno coinvolti in maniera ludica. Il nostro Paese è stato fregato dai politici, che non hanno mai pensato ai giovani e si sono preoccupati soltanto di un bisticcio tra scuola pubblica e privata. Io ho vissuto il ’69 e ho sentito delle cazzate gigantesche portate avanti. I valori essenziali sono i giovanissimi e gli anziani, entrambi da proteggere. Ho gettato lì una mia idea, prendendo lo spunto da Tebas, che ha fatto il rivoluzionario a oltranza. Perché uno per fare una rivoluzione deve ottenere anche dei risultati. Non puoi andare a Nyon e lasciare tutti così andando via dopo cinque anni. Bisogna prendere Ceferin e dirgli: ‘Caro Ceferin, se lei non sta con noi, noi la togliamo’. Io ho parlato male di Platini e Blatter e i fatti ora dicono che non mi ero sbagliato. Ora bisogna parlare e pensare. Bisogna organizzare cosa i media desidererebbero, visto che i media rappresentano il pubblico. Dove vogliamo andare? Cosa vogliamo fare? Che interesse vogliamo creare? Dobbiamo rovinare il calcio nazionale? Giammai, perché è una fucina dei valori culturali di una nazionale. E va tenuto nel weekend. Perché dobbiamo fare una Champions League e un torneo per morti di fame a cui si dà il contentino (Europa League, ndr)? Tu UEFA, perché coi nostri investimenti vuoi fare la parte del leone? Il secondo torneo dobbiamo gestirlo noi. Benvenute a FIFA e UEFA, ma devono concentrarsi su regolamenti uniformate e sulle nazionali. Tebas ha ragione a dire che l’ECA deve organizzare il campionato europeo. Deve esserci un’unica Champions League. Per evitare un dislivello di potere economico si può fare una Champions League tra chi può permettersi determinati calciatori e un’altra Champions League per gli altri club. Poi i primi 4-5 dell’una e i primi 4-5 dell’altra potrebbero sfidarsi alla fine”.

Vedrebbe bene l’introduzione del tempo effettivo nel calcio? “Ci sono stadi che sembrano degli acquari. Il tempo si ferma e, tranne in qualche momento, per il fatto che non c’è un commento sembriamo veramente in un acquario. Allora mi sono sempre detto: ‘Forse è il momento di evitare quest’interruzione di 15 minuti tra i due tempi’. Ma sarebbe bello fermare il calcio ogni 10 minuti, con l’allenatore che chiama a sé i calciatore. Deve intervenire la FIFA per mettere le sostituzioni illimitate. E’ giusto vedere tutti i calciatori giocare. Io potrei benissimo far giocare un calciatore, poi tirarlo fuori, mettere un altro e rimettere lui qualche minuto dopo. Come nel basket. Se accade negli altri sport, perché non anche nel calcio?”.

fonte: tuttonapoli.net