Dalla Bona si confessa: sono juventino, a Napoli ho vissuto al top

Solo chi ha militato in tre campionati differenti (quello inglese, italiano e greco) può guardare dalla distanza la Serie A e i suoi nuovi beniamini, riuscendo a darne un giudizio completo. E’ quanto ha fatto l’ex centrocampista Samuele Dalla Bona, intervenendo in esclusiva ai microfoni di ItaliaCalcio24.it. L’atleta veneto ha ripercorso alcune delle tappe più significative della sua carriera, tra cui l’ottima parentesi al Napoli, ed espresso la sua opinione in merito alla forza della Juventus anche in questa edizione del campionato italiano. E non solo…

Ha esordito con il Chelsea giocando in Champions. Che ricordo ha di quella sera?

“È stata un’emozione particolare perché ero giovanissimo. Giocavamo contro il Feyenoord su un campo internazionale, è stata una belle emozione”.

Il Chelsea di Antonio Conte ha chance di vincere la Premier?

“Per come si diceva all’inizio no, ma ora stanno andando alla grande e quindi è probabile: stanno facendo un grande campionato. Conosciamo Conte, un grande allenatore, qualcuno pensava che andando all’estero fosse diverso ma invece si sta confermando a grandi livelli”.

In Italia lei ha giocato in diversi club, quali esperienze ricorda con più piacere?

“Mi sono trovato bene a Napoli e a Lecce, dove ho giocato e sono state esperienze positive. Queste sono le squadre nelle quali mi sono trovato meglio”.

Nel 2002 viene acquistato dal Milan, all’età di 21 anni. Come sono stati gli anni rossoneri?

“Ero troppo giovane, ero andato via da Londra a 20 anni. Era un Milan stellare, dove c’erano grandi campioni e non è stato facile per me. Ho imparato molto ma è stata un’esperienza dalla quale mi aspettavo di più ma probabilmente non era la mia squadra”.

In quel periodo il club di Berlusconi vinse la Champions, che ricordi ha di quella sera?

“Ero a Manchester, in tribuna. È stata una bella esperienza far parte di quel gruppo ma quando non sei protagonista non è molto facile. Godi a metà, ma sono comunque bei ricordi”.

Lei ha giocato nel Napoli. Il goal contro il Treviso è il più bello della sua carriera?

“A Napoli mi sono trovato bene, una piazza calorosa anche se era l’anno di B. Ho fatto diversi gol tra i quali quello contro il Treviso, siamo riusciti a salire in A. Il calcio, però, non è sempre facile perché ero felice e contento in una situazione ideale ma poi sono arrivate delle difficoltà. Questo è il calcio e non si può far niente, ma ho ottimi di quegli anni”.

Gli azzurri di Sarri hanno pescato il Real Madrid in Champions…

“Io penso che il Napoli sia ormai consolidato, è una grande squadra. Contro il Real Madrid non è per niente facile, sono stati un po’ sfortunati nel sorteggio però se la possono giocare. Da anni gli azzurri sono forti e giocano un bel calcio, hanno anche il ritorno in casa che può essere un vantaggio poiché ci sarà un pienone di gente. Se la possono giocare”.

Lei tifa Juve, vero?

“Si, sono juventino. Non l’ho mai negato (ndr. ride)”

Ha il rimpianto di non aver mai giocato in bianconero?

“Io penso che il calcio sia meritocratico, per me non c’è mai stata la possibilità di andare alla Juve. Sarebbe stato un sogno da tifoso juventino ma non ho rimpianti. Quello che è stato è stato”.

Da 5 anni in Serie A è evidente il predominio della Juventus, anche quest’anno la squadra di Allegri trionferà?

“Io sono di fede juventina ma la situazione è diventata anche un po’ ‘noiosa’ poiché vincono loro da 5 anni. Spero che Roma e Napoli tengano il passo così da tenere il campionato un po’ più aperto, in fondo hanno buone possibilità. Il Napoli l’hanno scorso se l’è giocata e poteva anche vincerlo lo scudetto ma perdendo a Torino c’è stato un calo morale che ha condizionato il cammino nei mesi seguenti. Speriamo che sia diverso perché un campionato finito a dicembre non è il massimo”.

In Champions è stato pescato il Porto, sulla carta era più agevole da affrontare. Che ne pensa?

“La Juventus ha trovato un turno più ‘semplice’ ma in campo internazionale dura perché le squadre giocano. Vedi il caso di Juventus-Lione, la mentalità straniera è quella di giocarsi la partita è per questo sarà molto dura. Loro sono costruiti per vincere un po’ dappertutto, speriamo di passare ma sarà dura”.

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