Cannavaro cuore d’oro: quelli come me è giusto che si impegnino in prima persona

Dalla sua clausura cinese Fabio Cannavaro rimane concentrato sull’emergenza, anche se per lui sta per finire: “Venerdì completerò le due settimane di quarantena e potrò uscire. Mi hanno rifatto per l’ennesima volta il tampone ed è negativo. Sarà una bella sensazione passeggiare fra la gente, con i locali aperti e voglia di ricominciare. Ecco vorrei che questo ottimismo arrivasse in Italia, per capire che tenendo duro sul rimanere a casa, poi c’è la luce”.

In silenzio — E oltre ai messaggi, per l’Italia sono partite altre cose. Molto più concrete: 30 mila mascherine destinate all’ospedale Cotugno di Napoli, col quale l’ex capitano azzurro ha un filo diretto: “Non amo parlare di queste cose. Quelli come me è giusto che si impegnino in prima persona. Questa era una cosa che sentivo mia, un modo di star vicino alla mia gente e non ho molto voglia di pubblicizzarlo. Spero siano cose utili”. Sicuramente lo sono e Cannavaro, dopo aver attivato i suoi canali con il consolato italiano, che gli hanno consentito di realizzare questa spedizione, ne prepara già un’altra per mandare in Italia apparecchi respiratori, che abbiamo imparato quanto siano importanti per combattere questo virus. Fabio però una cosa ci tiene a sottolinearla: “Non mi stanco di ripetere che insieme agli altri Campioni del Mondo 2006 stiamo sostenendo una raccolta fondi per la Croce Rossa e ricordo a tutti che si può continuare a donare a www.gofundme.com/italiawc2006 abbiamo già superato 300 mila euro e con questi cominceremo ad acquistare tre nuove ambulanze che mi auguro al più presto possano essere a disposizione della Croce Rossa”.