Bologna–Napoli, domenica amara sotto le Due Torri: l’urlo azzurro si spegne tra nuvole e rimpianti

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Sotto le Due Torri il Napoli inciampa ancora, cadendo 2-0 contro un Bologna solido, intenso, trascinato dalle reti di Dallinga al 50’ e Lucumì al 66’. Una domenica grigia, dentro e fuori dal campo, che però non ha spento la voce dei quasi duemila fedelissimi arrivati da ogni parte d’Italia per sostenere i propri colori.

Il viaggio e l’attesa

Treni, pullman, auto condivise, sciarpe annodate agli specchietti. La carovana azzurra era partita già all’alba da Milano, Modena, Parma, Cesena, Bergamo, Verona, Monaco di Baviera, e persino da Ivrea, con una sola idea in testa: “Stasera cantiamo noi”. Le vie attorno al Dall’Ara si colorano di bandiere partenopee e accenti diversi: chi parla napoletano, chi emiliano, chi ha imparato i cori su YouTube ma canta con la stessa passione. C’è l’orgoglio di chi non si arrende mai, anche in un momento complicato.

Il match: entusiasmo e disillusione

All’ingresso in campo il settore ospiti vibra, il coro “Sarò con te” rimbalza come un boato contro la curva rossoblù. Il primo tempo scorre con il Napoli che ci prova, che costruisce, ma non punge. Poi, nella ripresa, arriva la doccia fredda: Dallinga anticipa tutti e batte Milinković-Savić con un colpo preciso. Il tempo di un sussulto e Lucumì, con un destro velenoso da fuori, chiude i conti al 66’. Da lì in avanti, solo il rumore della pioggia e i cori che provano a rialzare una squadra che sembra stanca, spenta, quasi smarrita.

L’amarezza e la fierezza del dopo

A fine gara, i giocatori del Napoli vanno sotto il settore ospiti. Li accoglie un applauso lento, sofferto ma sincero. Qualcuno fischia, ma la maggior parte resta a cantare, quasi a voler dire: “Non importa, noi ci saremo anche la prossima volta.” Fuori dallo stadio, tra motorini e camioncini di piadine, si commenta la sconfitta con la solita ironia partenopea:“Meglio prendere due gol a Bologna che perdere la voce per niente!” aggiunge con fierezza un tifoso con la sciarpa al collo, simbolo di appartenenza.

Epilogo

Il Napoli torna a casa con zero punti, ma con la consapevolezza di non essere mai solo. Perché in ogni curva, in ogni trasferta, anche nella più amara, c’è sempre qualcuno pronto a cantare per lui. Il Dall’Ara si svuota, le luci si spengono, ma l’eco azzurro resta lì, sospeso nell’aria umida di Bologna: una promessa di amore eterno, anche nelle notti più difficili.

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