Bellezzepoli: il Monopoly dei ragazzi di Officinae Efesti promuove il territorio

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Con il gioco da tavolo “Bellezzepoli”, parate urbane e pane fatto a scuola, i ragazzi coinvolti nel progetto culturale “La grande bellezza” ideato da Officinae Efesti in rete anche con Matera 2019, hanno invaso strade e Istituti della provincia di Napoli per promuovere il recupero del patrimonio abbandonato delle periferie urbane. Protagonisti della grande manifestazione culturale curata da Alessandra Magnacca e Stefania Piccolo: l’Istituto Aldo Moro di Casalnuovo di Napoli quale ente capofila, in rete con il Liceo Artistico Ettore Majorana di Pozzuoli, l’Istituto Don Milani Capasso e la Scuola Media Caporale di Acerra. “La Grande Bellezza” ha coinvolto anche nonnifamiliari, artigiani, anziani dei quartieri e diversi esperti nelle attività didattiche: una sarta, un urbanista, un architetto, un grafico, un’antropologa, esperti di teatro in aree di disagio, curatori, performer.  I ragazzi hanno costruito, insieme a Laura Calandriello, Salvatore Liberti, Ilaria Ceci e Gennaro Caruso, il loro Monopoly intitolato “Bellezzopoli”, un gioco interattivo per lo sviluppo della conoscenza dell’identità territoriale. I bambini hanno imparato a fare il pane, impastando a mano acqua, lievito e farina nel giardino della scuola. Le sarte coinvolte, testimonianza viva del patrimonio culturale, hanno tenuto un laboratorio di sartoria con i ragazzi nei locali dell’Istituto. I numeri: 660 ore di laboratori formativi in 6 mesi, 600 allievi, fra alunni delle scuole elementari, medie e superiori, una didattica condivisa da 10 professionisti. La Grande Bellezza nei mesi di maggio e di giugno si apre al territorio, invitando le diverse comunità a condividere i risultati di un lungo percorso che ha esplorato il digital mapping, pratiche di turismo sostenibile, l’arte della sartoria, le ritualità campane, la digitalizzazione degli archivi, la progettazione culturale e il teatro. Il nome non è stato scelto a caso, perché in questa grande manifestazione culturale è stata coinvolta anche la Sartoria Attolini, famosa per aver realizzato gli abiti di Gep Gambardella, personaggio protagonista del film premio Oscar di Paolo Sorrentino. “Gli imprenditori Attolini, hano guidato gli allievi in un viaggio nella sede aziendale, generando una relazione virtuosa fra il mondo della scuola e quello dell’imprenditoria di eccellenza– hanno spiegato le curatrici – inoltre hanno imparato a indagare la relazione fra estetica, territori periferici e le umanità che li abitano”. Questo grande progetto è in rete anche con Matera Capitale della cultura europea 2019. “La grande bellezza è l’esempio coraggioso di investire sulla cultura dei territori – ha dichiarato il Project Manager di Matera 2019 Agostino Riitano – ora il Sud rappresenta uno straordinario laboratorio per sperimentare azioni e progetti che partono proprio dalle persone e non dalle cose. Non a caso Matera ha lanciato in Italia e in Europa il tema della cittadinanza culturale. Oggi è il Sud Italia, che con Matera e le aree periferiche testimonia che al centro dell’Europa i processi di cambiamento civile passano per la cultura”. I territori delle scuole coinvolte sono stati narrati con lo sguardo dei giovani. “I giovani devono acquisire consapevolezza di essere parte integrante dei luoghi in cui abitano – ha commentato il preside dell’Istituto Aldo Moro Michelangelo Riemma – solo così possono poi operare e lavorare in qualsiasi contesto”. Fino al 4 giugno si svolgeranno le parate di tutte le scuole coinvolte, incontri, seminari e presentazioni pubbliche.