Avellino-Padova, si infiamma la semifinale playoff

Playoff Padova-Avellino 1-1 - Credit foto: sito ufficiale Calcio Padova

Il fischio finale del direttore di gara al termine dei minuti di recupero della sfida Padova-Avellino non ha placato le polemiche e gli scontri verbali. Sono volate parole forti da un lato e dall’altro, un clima teso dovuto all’importanza della posta in palio: la doppia finale per la promozione in Serie B.

La qualificazione è ancora in bilico

La partita è parsa sin dall’inizio tesa e aperta a qualsiasi risultato. I patavini più propositivi con l’obiettivo di sfruttare il fattore campo, supportati anche dai propri tifosi. L’Avellino più contratto e solido col fine di non compromettere la sfida di ritorno. I padroni di casa vanno in vantaggio con l’ex Kresic che impatta di testa tutto solo. Al minuto 47 il contatto che fa infuriare Mandorlini e i tifosi del Padova. Della Latta apre l’alettone e colpisce in pieno volto Maniero che cade a terra e conquista il penalty che poi trasformerà in tap-in. Si elevano le proteste ma il contatto sembra netto. I veneti non sono gli unici a protestare perché il calciatore biancoscudato è già ammonito e meriterebbe di andare negli spogliatoi anzitempo. Non è l’unico episodio ad alta tensione durante il match, infatti a più riprese i 22 in campo si beccano così come le due panchine. Anche sugli spalti si vivono attimi di tensione quando i tesserati dell’Avellino vengono aggrediti verbalmente dai tifosi locali.

“Terroni e terremotati”

Al temine del match il pubblico, ritornato sugli spalti dell’Euganeo, non si placa e accompagna con cori piuttosto discutibili il ritorno negli spogliatoi dei Lupi. Il DS Salvatore Di Somma, ex capitano e leggenda dell’Avellino negli anni della Serie A, non ci sta e sbotta. “Siamo nel 2021 e dobbiamo ancora sentire dire termini come terroni e terremotati. Invece di incitare la propria squadra si insultano gli avversari“. Il dirigente irpino non si è limitato a questo ma ha commentato un post Facebook di una testata giornalistica veneta che riportava le dichiarazioni del tecnico avversario “Sciacquati la bocca quando parli dell’Avellino“. Il commento è poi stato rimosso.

Il botta e risposta a suon di comunicati

Alla vigilia della semifinale di ritorno, che andrà in scena al Partenio di Avellino, il clima non sembra dei più sereni. Le due società hanno continuato a battibeccare a suon di comunicati. Il Padova ritiene che il comportamento dei dirigenti avversari non sia dei più corretti preparando un ambiente ostile. Gli irpini si difendono puntando il dito contro la società biancoscudata che non prende le distanze dagli insulti razzisti proferiti (a detta della società avellinese) dai tifosi presenti allo stadio.

Novanta minuti dalla finale

Lasciando da parte le polemiche la sfida di ritorno deciderà la squadra che potrà giocarsi i 180 minuti più importanti della stagione. L’Avellino appare più solida e più squadra ma il Padova mostra maggiore qualità e consapevolezza. L’1-1 dell’andata rende difficile qualsiasi pronostico. D’altronde sulle due panchine siedono degli specialisti nelle promozioni. Mandorlini riportò in cadetteria l’Hellas Verona dopo aver battuto la Salernitana in finale play-off nel lontano 2010 e poi anche in massima serie. Anche Braglia sa il fatto suo. L’ultima promozione è quella con il Cosenza dopo essersi classificato quinto nella regular season. Il tecnico toscano, nella stessa stagione nella quale trionfava il rivale, vinse i play-off con la Juve Stabia riportandola in Serie B dopo 60 anni.

Il campo darà il suo giudizio decretando qual è la migliore squadra tra due corazzate costruite per vincere.

Credit foto: sito ufficiale Calcio Padova

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