Ancelotti: primo tempo da buttare, serve la scintilla

Non sembra esistere fine al peggio. Il Napoli non riesce a conquistare i 3 punti alla “Dacia Arena” contro l’Udinese reduce da due sconfitte. Gli Azzurri riescono a subire gol anche dal peggior attacco del campionato. Il gol di Lasagna arriva a seguito di un’imbucata che coglie il cattivo piazzamento della difesa partenopea. Ci pensa Zielinski a pareggiare i conti nella seconda frazione, capitalizzando un buon secondo tempo.

Al termine del match Ancelotti analizza così la partita.

Il primo tempo negativo incide sull’andamento del match, mentre la ripresa mostra un cambio di passo radicale: “Nel secondo tempo c’è stata buona reazione con un buon atteggiamento. È un segnale positivo perché la partita si era messa male. Il primo tempo, invece, è da dimenticare. Il momento difficile rimane soprattutto vedendo la prima frazione. Ho visto una squadra lenta, involuta e preoccupata. Deve scoccare una scintilla per svoltare. Questo momento resta complicato e mercoledì abbiamo l’opportunità di passare il turno e quindi svoltare”.

Non era facile dare uno scossone negli spogliatoi, per ridare ritmo e convinzione alla squadra: “Ho cercato di togliere l’apatia e la lentezza del primo temo. Nel secondo tempo, c’è stato un cambio di atteggiamento e non solo. Abbiamo spinto di più con i terzini, poi ho deciso di mettere una torre in mezzo come Llorente, supportato da Lozano”.

Ciò che salta agli occhi, è la mancanza di attitudine a tenere alti i ritmi per dominare la partita e portare a casa punti importanti: “In questo momento la preoccupazione prevale sulla lucidità e sul coraggio. Nel secondo tempo la squadra era molto più solida, abbiamo spinto di più. Abbiamo preso un gol ridicolo perché si sa che Lasagna è forte in quelle condizioni. L’avevamo preparata con attenzione dietro. Siamo riusciti a rubare qualche palla rubata alta, ma invece di attaccare tornavamo indietro”.

La cosa importante è onorare sempre la maglia, dando il massimo: “I giocatori non devono giocare per me, per la maglia che portano, finito il discorso, come si dovrebbe fare sempre. Sono preoccupati, nervosi, lo abbiamo visto anche oggi e questo annebbia un po’ le idee, ma non ci sono spaccature, i tifosi devono essere tranquilli, neanche con me perché ne ho sentite tante”.

La posizione del mister resta sempre in bilico, resta al centro dell’attenzione dei media: “Sono ampiamente coinvolto nel progetto. Si sa, nel calcio quando si va bene è merito calciatori, quando tutto va male è colpa dell’allenatore. La squadra deve tirare ancora il meglio di sé”.

Per ridare senso a questa stagione, che rischia di essere vissuta in un limbo preoccupante, potrebbe servire il mercato di riparazione: “Il mercato è ancora troppo in là. Abbiamo sulla nostra strada partite importanti, non dobbiamo fare scherzi in Champions e passare il turno”.

Ancelotti spegne le voci sulla spaccatura che ci sarebbe all’interno dello spogliatoio con la squadra: “Sento parlare di uno spogliatoio spaccato, è tutto falso. In tutti questi confronti non sono emersi problemi dal punto di vista della preparazione. Le migliori partite le abbiamo fatte contro grandi squadre quando c’è stata una difesa solida e attenta”.

Il momento nero degli azzurri coincide anche con il momento tutt’altro che indimenticabile del capitano Insigne: “L’ho sostituito perché non aveva fatto bene, così come altri. Insigne non è il responsabile della prestazione negativa della squadra. Ho tentato di inserire una punta alta supportata da Lozano. Ha gli stessi problemi che dimostrano gli altri, manca lucidità e serenità”.

Le voci sul cambio di panchina aleggiano intorno all’ambiente azzurro, ma non preoccupano Sir Carlo: “Le voci su Gattuso fanno parte del gioco, è normale. Rino è un fratello. Ci siamo visti questa estate. Non ho intenzione di lasciare. Ho più voglia di continuare adesso, perché se riusciamo a tirarci fuori ci toglieremo molte soddisfazioni. Più si cade in basso e più ci saranno soddisfazioni nella ripresa. Sento De Laurentiis tutti i giorni, si informa, è preoccupato, ma insieme la risolveremo”.

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