Alisson Santos: il Napoli pensa già al riscatto

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A Genova stava subentrando, ma l’espulsione del connazionale Juan Jesus ha rimandato l’esordio in Serie A. In coppa Italia con il Como, nella lotteria che ha premiato i lariani al Maradona, il volto nuovo non ha sbagliato. Il resto è storia recente. Lo chiamano già Super Santos, dopo la marcatura che ha permesso al Napoli di agganciare la Roma sul 2 a 2. Si conferma impact player, ciò che cercavano i partenopei sulla finestra del mercato invernale a saldo zero. Secondo quanto riportato, intanto, dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, l’impatto di Alisson Santos è stato tale che il Napoli penserebbe già al suo riscatto. – si legge su fantacalcio.it – Sarebbero 17 i milioni pattuiti con lo Sporting per il suo cartellino: una cifra più che sopportabile, considerando il talento con cui il carioca è atterrato in Serie A. Così si legge sfogliando l’edizione odierna del quotidiano capitolino che, a firma del redattore e dell’inviato Fabio Mandarini, “penna” quotidiana sulle cose di casa Partenope, traccia il magic moment di Ali. E la sua favola calcistica. L’uomo del subentro. Così si legge sul Corriere Dello Sport, che spiega il nuovo volto nuovo, e positivo, per il Napoli di fine inverno e primavera 2026.  “Cambiano squadre, allenatori, città, stadi, tifosi, latitudini, longitudini e abitudini ma lui continua a tenere fede a se stesso e ai suoi principi: la famiglia lsopra ogni cosa; spaccare le partite. Sì, Alisson è arrivato dal Portogallo con la fama dello spaccapartite e domenica ha dimostrato di meritarla in dodici minuti: entra, sgasa, dribbla, gol, 2-2. Buonasera a tutti: questo sono io. Lo sconosciuto s’è fatto conoscere in un attimo: Alisson de Almeida Santos, 23  anni, uno dei due brasiliani arrivati a gennaio, bahiano e figli di un ex calciatore che nel sangue ha velocità, imprevedibilità e l’attimo fuggente. Quella segnata alla Roma al debutto  in campionato con il Napoli è stata la quarta rete in corsa della sua stagione. Una specialità: tre con lo Sporting Lisbona più quella, bellissima, al Maradona. Importante, magari non quanto quella realizzata contro l’Athletic Bilbao e valsa la qualificazione diretta agli ottavi di Champions, ma certamente tanto per il destino del Napoli. Per il momento siede sul divano che fu di Khvicha: Alisson, per una mera casualità, vive proprio nella casa di Posillipo che ospitava la famiglia Kvaratskhelia. Al debutto in campionato si conferma un perfetto spaccapartite: quarto gol stagionale dalla panchina Poi, abbracci e baci: in tribuna ci sono mamma Aldia in maglia azzurra e il fratello Tanja in maglia bianca del Napoli, le colonne della sua esistenza insieme con papà Adailton detto Ady o Messias, giramondo brasiliano del calcio con trascorsi in Finlandia, Saudi, Libia e Tunisia. Anche Alisson ha vissuto in Tunisia e come il padre ha la cittadinanza, ma rispetto a Messias, che in nazionale tunisina ha giocato due volte sognando (invano) il Mondiale di Corea e Giappone 2002, quello dello scontro Italia-Byron Moreno, non ha intenzione di cedere al fascino nordafricano: lui, insegue la Seleçao. A rivelarlo, dopo l’arrivo allo Sporting, fu sua madre: la signora Aldia de Silva Almeida, parrucchiera a Vitoria da Conquista che fa la spola tra lo Stato di Bahia e le squadre di suo figlio. La loro vita è stata piena di avventure, dribbling ai problemi economici e gol all’incrocio: dopo la se- parazione tra Messias e donna Aldia, Alisson e sua madre tornarono in Brasile e poi volarono in Portogallo a caccia di giornate meno dure. All’epoca lui non giocava ancora a calcio e la signora lavorava come domestica nei pressi dello stadio dello Sporting: anni dopo Rui Borges, uno degli allenatori più interessanti e meno pubblicizzati del momento, ha creduto in lui e lo ha fatto esordire in campionato e in Champions, ottenendo in cambio 3 gol e gli ottavi. E ora è toccato a Conte: buona, buo-
nissima la prima. Obrigado. E arrivederci a Bergamo. 

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