Adani: Luperto pensa come un attaccante

In diretta a ‘Il Bar dello Sport’, trasmissione di condotta da Diego Armando Maradona Jr e Antonio Esposito in onda su Radio CRC, è intervenuto Daniele Adani: “Il River Plate? Sono state due partite completamente differenti l’una dall’altra. Al Monumental c’è stata una partita a senso unico, dove il River ha dominato e probabilmente il risultato doveva essere un 5-1. Il Boca ha costruito una partita  sotto la spinta del pubblico, indirizzandola verso il suo capo preferito, che è quello della corrida. e facendo il goal dell 1-0 ha avuto comunque la sua possibilità. Gallardo è il tecnico più riuscito della storia del River, e lo ha fatto seguendola la grande tradizione della squadra, che è quella del gioco, della qualità, sia nei calciatori che nelle idee. La qualità del calciatore, per diventare sinfonia, deve essere accompagnata da delle idee da metter in campo. Il River ha fatto grandissime partite anche in trasferta proprio grazie a questa grande mentalità. Gallardo, quello che sta facendo, è migliorare la squadra, nonostante tutto. Qui c’è la differenza col Boca, che non ha una minima idea di gioco, ma unicamente atleti preparati e qualificati.  Zaracho è un giocatore intrigante, è furbo, ha dinamismo.  Sebastiano Esposito? A volte ci sono dei percorsi difficili da spiegare. Il talento lo vedi, poi c’è tutto il mondo delle trattative, delle scelte, del non coraggio. Anche se  talento c’è e viene accompagnato dai valori, dall’impegno, a volte questi ragazzi son costretti ad uscire tardi. La perdita di Esposito deve esser considerata, dal Napoli, come una sconfitta. Dovrà ancora crescere e lasciare il segno, proprio come sta facendo. Nel silenzio di tutti i giorni devi essere bravo anche col cuore, e non solo con il talento. Mertens non può esser messo ij discussione il suo rendimento. Sarà necessario trovare l’accordo per far continuare questo amore. Per il Napoli è molto più importante interpretare le partite, che avere un sistema di gioco, che è unicamente un punto di partenza. E’ necessario avere un’dea comune. Il Napoli ha una fisionomia particolare, che è quella del dominio, che molto spesso ottiene, aldilà del sistema di gioco usato, sia dalle scelte dei calciatori all’interno del gioco. Questa qualità non dovrebbe mai perderla. Non credo che al giorno d’oggi debbano esserci solo 11-12 titolari e che questi titolari debbano coprire unicamente un solo ruolo. Ne è un esempio la Juventus.  E’ incredibile come Meret, partita dopo partita, diventi sempre più sicuro. Luperto, invece, è un giocatore di grandi letture, la sua forza è nell’anticipare la giocata e nel capire come lavorano i compagni. A volte può fare a meno dell’intervento, perché si posiziona prima, e questa è la dote più importante del difensore, che induce e orienta la scelta dell’attaccante, cambiando l’esito. Pensa nel modo in cui pensa l’attaccante, anticipandolo ”.

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