
Eh no, Luciano, non si può. “Ritrovarsi tra le braccia e guardarsi ancora in faccia, non si può”.
C’eravamo tanto amati, ma non è più nemmeno il tempo di ricordare promesse, tradimenti, tatuaggi e maniche lunghe: la notte dello Stadium è un crocevia decisivo per i destini di Napoli e Juventus, di Max Allegri e Luciano Spalletti.
Le due grandi, nella previsione della vigilia candidate ai vertici, si trovano inchiodate ed appaiate al settimo posto, vittime di una partenza incerta, di tanti infortuni e molti equivoci.
Max contro Luciano, Luciano contro Max. “Ancora tu, ma non dovevano vederci più? E come stai? Domanda inutile, stai come me”
È inevitabile che la copertina se la prendano i due tecnici, due grandi ex che hanno scritto pagine di storia sulla panchina avversaria ed oggi si ritrovano dinanzi ad una sfida all’OK Corral al termine della quale è probabile che ne sopravviva solo uno.
Le ultimissime giornate hanno detto che il Napoli è in ripresa mentre la Juventus sembra in confusione totale, ma guai a sottovalutare i bianconeri soprattutto nella loro tana, ora che si trovano spalle al muro e con il rischio di avviare l’ennesima rivoluzione.
Max Allegri a Torino ha comandato e vinto, lottato e litigato con tutti e potrà raccontare ai suoi ragazzi le insidie che una zebra ferita può nascondere, ma dovrà rimanere concentrato sulla sua squadra e su quella luce in fondo al tunnel che sembra intravvedersi dopo Bodo Glimt, Roma e Monza.
Inutile girarci intorno, le velleità del Napoli di tornare a lottare per le prime posizioni passano da un colpaccio a Torino, che sarebbe fondamentale non soltanto per i tre punti ( e per mandare in ko tecnico i rivali) ma soprattutto per la convinzione e il morale. Anche perché davanti corrono e non hanno nessuna intenzione di rallentare, mentre il Napoli ha già perso troppo punti per strada.
È lecito però chiedersi quale Napoli si vedrà allo Stadium: la versione frizzantina delle ultime partite che produce tanto in attacco ma regala ampi spazi dietro, o una versione più accorta e raccolta pronta a colpire in contropiede la Juventus, chiamata inevitabilmente a fare la partita?
Allegri non ha grandi margini di manovra nella formazione: il brutto ko di Lobotka imporrà nuovamente Kevin De Bruyne nel ruolo di regista con Anguissa e McTominay ai fianchi. Dietro e davanti le scelte sono quasi obbligate a causa dei tanti infortuni, al massimo a Vergara potrà essere concesso un minutaggio maggiore, ma le ultime uscite di Lang sono state promettenti per dedizione e impegno.
I temi principali restano due: davanti è fondamentale non abbandonare Hojlund a se stesso e costringerlo a lottare con i centrali bianconeri, dietro non possono essere ammessi ulteriori svarioni e servirà una concentrazione feroce per non regalare gol a difesa schierata.
È poi il palcoscenico ideale per esaltare sia Kevin De Bruyne in versione tuttocampista, sia le doti fisiche e di personalità di McTominay che proprio allo Stadium Conte lanciò per la prima volta nella mischia, dimostrando subito di che pasta è fatto.
Sei undicesimi del probabile schieramento di partenza partenopeo hanno vinto lo scudetto con Spalletti in panchina, ragion per cui il tecnico toscano conosce pregi e difetti degli azzurri: un motivo in più per tenere alta l’attenzione ma anche per alimentare una sete di rivincita verso chi dopo aver giurato amore eterno ha preferito gli odiati lidi sabaudi.
La notte di Halloween sarà già passata quando azzurri e bianconeri incroceranno le lame, ma fantasmi e streghe sono in agguato per infestare i sogni di chi uscirà sconfitto dallo Stadium.
Il Napoli deve crederci, dimenticare gli affanni e puntare al bersaglio grosso.
“I sogni son desideri. Se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà. Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente. E il sogno realtà diverrà ”



