Napoli-Roma, l’analisi del giorno dopo

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Max Allegri è uscito rosso di rabbia e nerissimo per il risultato e non aveva la lucidità per analizzare la partita e allora, il giorno dopo, bisogna cercare di convincersi che, al di là del risultato, Napoli-Roma può essere comunque un punto di partenza per un futuro promettente.

Il Napoli è forte. La sfida con la Roma dice che gli azzurri per settanta minuti hanno messo sotto una grande squadra che sin qui aveva impressionato e che per lunghi tratti ha subito il gioco del Napoli e lo strapotere del centrocampo partenopeo, dove finalmente un ritrovato Anguissa ha completato un terzetto strepitoso con l’illuminato regista De Bruyne e il cecchino McTominay.
L’amarezza per i tre punti sfumati per l’ennesima sciocchezza difensiva non deve prevalere sull’ orgoglio di aver ritrovato una squadra potenzialmente da vertice che per gran parte del match ha anche sciorinato un calcio offensivo e propositivo senza concedere tantissimo ad una grande squadra come la Roma.
Bene ha fatto il Presidente a scendere negli spogliatoi per fare i complimenti ai ragazzi e ad infondere fiducia per il prosieguo della stagione.
Badiashile e Rafa Marin hanno tenuto a lungo il confronto con il temuto Malen e dopo il ko del centrale francese sono cominciati i guai. Lo spagnolo invece, nonostante un giallo rimediato all’alba del match, ha giocato la migliore partita in maglia azzurra sbrogliando tante situazioni potenzialmente pericolose.
De Bruyne ha confermato che in cabina di regia può inventarsi una seconda (o forse terza) carriera perché la sua sapienza calcistica va più veloce di avversari e pallone. Anguissa oltre al gol strepitoso ha fatto passi da gigante dal punto di vista fisico e Scott McTominay ancora una volta si è caricato sulle spalle la squadra nei momenti decisivi, realizzando anche il gol del 3-2 nel momento in cui la partita stava prendendo una pericolosa inerzia verso la capitale.
 Da sottolineare anche la prova della catena di destra Di Lorenzo-Politano che ha trascinato la squadra con combinazioni offensive di qualità ma  purtroppo ha finito la benzina negli ultimi 20 minuti. Anche Hojlund si è battuto come un leone pur dovendo rimandare ancora una volta l’appuntamento con il gol. Male ancora una volta Noa Lang che pare un pesce fuor d’acqua, mai incisivo e decisivo sotto porta.
Certamente la partita negli ultimi venti minuti è cambiata e le sostituzioni di Gasperini hanno avuto un impatto decisivo rispetto a quelle del Napoli: Giovane e Lobotka in particolare non hanno apportato grossi aiuti mentre l’ingresso di Beukema è stato disastroso con la sceneggiata sul terzo gol che avrà sicuramente fatto andare su tutte le furie Allegri.
Se dunque  devono prevalere le sensazioni positive per l’ottima impressione lasciata dagli azzurri dinanzi ad una delle pretendenti allo scudetto, non possiamo far finta di nulla al cospetto della classifica del Napoli, lontano anni luce dalla vetta e già distanziato in maniera importante dalla zona Champions. I punti persi per strada stanno cominciando a diventare troppi e il dazio pagato agli errori individuali sta diventando pesantissimo.
La stagione è appena iniziata e il tempo per recuperare c’è ma è ora  di cominciare a correre per non trovarsi in primavera sommersi dai rimpianti.
Il Napoli apprezzato  contro Bodo Glimt e Roma è una squadra che lascia intravedere una chiara crescita ed un futuro più roseo della mediocre classifica che la inchioda lontana dalle posizioni che contano e che le competono. Ma è trascorsa  solo una settimana dal disastro di Venezia e la trasferta di Monza dovrà dire se il Napoli è guarito, e se a’nuttata è passata.
 Napoli non sarà milionaria, ma deve cominciare a incassare i tre punti con una certa continuità, altrimenti i buoi saranno scappati troppo lontano e sarà impossibile farli ritornare  nella stalla.
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