Napoli-Roma, la presentazione

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Napoli, non fa la stupida stasera.

Arriva la Roma, la splendida Roma di Gasperini a testare le velleità di risalita degli azzurri.
Il derby del sole dirà molto del futuro del Napoli di Allegri, dirà soprattutto se il bel successo contro il Bodo Glimt è stato il primo passo verso un percorso virtuoso o solo un sogno di una notte di mezzo autunno.
È giusto guardare alla Roma come una grande avversaria perché il secondo anno sulla panchina giallorossa di Giampiero Gasperini è sintomo di un progetto in stato avanzato il cui obiettivo è competere fino in fondo per lo scudetto.
S.P.Q.R.: sono pericolose queste romane, con la Lazio in vetta alla classifica e la Roma subito dietro forte di un gioco consolidato e un’idea che si sviluppa in maniera armonica e continua. Se si vorrà tornare in Champions bisognerà cominciare ad accorciare le distanze in classifica dalle squadre della capitale.
C’è da dire che sul fronte infortuni se Atene piange, Sparta non ride. AI giallorossi mancheranno Svilar,  Dybala, Pellegrini e Konè e non sono assenze da poco: il portiere è il migliore del campionato nel suo ruolo, Dybala con Malen costituisce una coppia perfetta, Il centrocampista francese è devastante quando è in condizione. La rosa dei capitolini però è stata costruita per sopperire anche ad alcune assenze e il gioco collaudato del Gasp è il filo conduttore che consente a chiunque vada in campo di sapere esattamente cosa fare.
Il Napoli dovrà essere molto bravo a non concedere spazi a Malen, il giocatore più determinante in Italia dal suo arrivo a gennaio, che ha dimostrato di essere letale negli ultimi quindici metri. Ma la Roma ha un suo grande punto di forza sugli esterni dove Wesley e Molina sono di fatto due ali aggiunte: a Spinazzola e Politano spetterà il compito arduo di tenere più bassi possibile i due giallorossi e chissà che Allegri non decida la soluzione più conservativa avanzando Di Lorenzo sulla linea del centrocampo per provare a tamponare l’impeto del brasiliano e affidandosi ad Olivera sull’altra fascia.
Con Soulè e Mora chiamati a non far rimpiangere Dybala, potrebbe essere l’assenza di Konè quella più pesante perché negli spazi che potrebbero aprirsi a centrocampo, Kevin De Bruyne può trovare l’invenzione vincente. Bisognerà capire se Allegri lo riproporrà regista con McTominay e Anguissa ai fianchi o se non vorrà fare a meno della lucidità di Lobotka in mezzo al campo: problemi di abbondanza (c’è anche Gilmour e si rivede Vergara) che finalmente il mister azzurro potrà permettersi di avere.
La Roma, come tutte le squadre di Gasperini, verrà a pressare il Napoli a ridosso dell’area di rigore e proporrà spesso e volentieri un’aggressione uomo su uomo: se gli azzurri riusciranno a saltare la prima pressione e ad attivare De Bruyne, il fuoriclasse belga potrebbe trasformarsi in una catapulta verso la porta avversaria sfruttando spazi invitanti nei quali McTominay e Hojlund (ma anche Lang) potrebbero andare a nozze.
Diversamente, con la Roma a difesa schierata, Hojlund sarà chiamato ad un’altra dura battaglia con i tre centrali giallorossi e allora dovrà essere McTominay ad alleggerirgli il compito affiancandolo spesso in area.
Insomma sarà una partita di duelli ma anche una sfida a scacchi tra due tecnici con idee diverse ma con la stessa voglia di vincere. Per Gasperini un successo al Maradona lancerebbe la candidatura ufficiale come pretendente al titolo, per Allegri battere questa Roma significherebbe rivendicare per il Napoli il suo ruolo nelle posizioni che contano.
Napoli-Roma può dire tutto e il contrario di tutto. 220 chilometri,  90 minuti, 2 storie di passione e 1 pallone: chi ha detto che il ciuccio debba avere paura di un branco di lupi?
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