
Un punto e tante domande.
Il Napoli torna da Firenze con un pareggio che poteva essere una vittoria ma che poteva anche essere una sconfitta, una partita strana, condizionata dal caldo con buone giocate e tanti errori da una parte e dall’altra.
Napoli e Fiorentina, entrambe nell’anno del centenario, sono due squadre a metà del guado che ancora non hanno capito cosa vorranno diventare.
Gli azzurri dopo cinque giornate, alla prima sosta del campionato, restano un enigma. Dunque la prima domanda che vorremmo porre ad Allegri é: che cosa mira ad essere il Napoli?
É vero, da queste parti siamo stati abituati al gioco spettacolare e propositivo di Benitez, Sarri e Spalletti, o al gioco aggressivo fatto di determinazione e voglia di non mollare un millimetro del primo Mazzarri e di Conte. Il Napoli di Allegri al momento non é né l’una né l’altra cosa: non sciorina un calcio europeo ma non ha nemmeno quella cattiveria agonistica che può far innamorare i tifosi.
La squadra alterna momenti di possesso nella metà campo avversaria, piuttosto sterile e lento, a momenti in cui rincula per provare a ripartire, ma accompagna sempre con pochi uomini l’azione offensiva e l’area di rigore é spesso semideserta.
La difesa ha fatto registrare dei passi avanti nelle ultime due partite, l’intesa tra Rrahmani e Rafa Marin si sta affinando e al Franchi Olivera é stato tra i migliori: é vero che la Fiorentina ha colpito due traversie nei primi venti minuti, ma lo ha fatto con un rimpallo e un tiro da fuori.
Il Napoli ha poi reagito bene prima sfiorando il vantaggio (palo di Olivera) e poi trovandolo con Gilmour su azione d’angolo ma lì una squadra da vertice avrebbe spinto sull’acceleratore per tentare di chiudere la partita e invece gli azzurri hanno concesso campo ai viola.
L’inizio di ripresa é stato molto deludente, poi una volta subito il pari (anche con una buona dose di sfortuna) la partita si é aperta e prima Milinkovic poi due volte De Gea hanno blindato il pareggio.
Nel primo tempo Politano é stato il migliore dei partenopei (con Olivera), mentre Lang si é dimostrato ancora una volta fumoso e inconcludente. Neres e Favasuli hanno avuto un buon impatto e hanno sfiorato il gol della vittoria, nel complesso ottima la prova di Gilmour a prescindere dal gol e buona l’intesa con Lobotka.
Male invece De Bruyne, troppo lento e compassato e incapace di illuminare il gioco. Allegri lo ha tenuto in campo per tutta la partita e francamente quel Vergara fuori per tutto il match é apparso un grande spreco. Hojlund é stato costretto all’ennesima partita abbandonato trai due centrali avversari e dopo 60’ Allegri lo ha sostituito con Lucca che però, ancora una volta, ha nettamente deluso.
L’altra domanda che avremmo posto al Mister é la seguente: se era, per sua espressa dichiarazione, una delle 4-5 partite più importanti dell’anno, perché togliere Hojlund dopo un’ora proprio quando la freschezza di Neres e Favasuli potevano dargli una mano? Per carità, nessuno é intoccabile. Nell’anno del terzo scudetto ricordiamo Spalletti togliere Osimhen sul 1-1 con la Roma per mettere Simeone. Risultato: gol meraviglioso e decisivo del Cholito entrato come un indemoniato. Se pensate alla flemma con cui entra in campo Lucca, capirete perché non avremmo mai tolto Rasmus dal campo.
Nel complesso stavolta le sostituzioni di Allegri non hanno convinto: detto di Lucca, perché Neres a sinistra e non a destra? Perché neanche un minuto per Vergara? Perché rischiare Anguissa, visibilmente non pronto?
Sicuramente nel complesso il Napoli delle ultime due partite é apparso in crescita. Si sono viste meno sbavature in fase difensiva e qualche trama apprezzabile in avanti. Il problema del gol resta però un deficit serio che il Napoli si porta dietro da due stagioni: nella rosa azzurra non ci sono tanti giocatori con molti gol nelle gambe e da questo punto di vista l’assenza di McTominay é devastante.
La cosa più allarmante resta il senso di generale indolenza della squadra che Allegri ha fiutato chiaramente tanto da lamentarsi nel dopo partita di non aver visto i giocatori arrabbiati per la mancata vittoria. Qui urge un intervento forte del tecnico e anche della società: la stagione é appena iniziata e c’è tutto il tempo per rientrare in linea con gli obiettivi, ma comincia a sentirsi nell’aria uno spiacevole olezzo di fine ciclo con alcuni giocatori che hanno fatto la storia del club ma che forse hanno poco ancora da dare e altri che faticano proprio a calarsi nella realtà napoletana.
Sarebbe opportuno allora dare maggiore spazio alla verve e vitalità di ragazzi come Favasuli e Vergara, trovare il modo di aiutare Hojlund nella fase offensiva e capire se e come De Bruyne possa aiutare questa squadra a elevare il suo livello. Con Neres al top e i rientri di McTominay e Alisson si può sperare di far meglio, ma la sterzata deve esserci principalmente nella testa dei giocatori e nel coraggio che il tecnico deve dare a tutta la squadra.
Max, si sa, se ne intende di ippica: dopo la sosta l’attendono 5 sfide in 15 giorni con Frosinone, Villareal, Venezia e Bodo prima di ospitare la capolista Roma. Sarà il caso di cominciare a galoppare, altrimenti é un attimo a finire disarcionato..




