Fiorentina-Napoli (1-1), le pagelle degli azzurri

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Quinta giornata di Serie A 26/27, allo stadio Artemio Franchi di Firenze. Un gol per tempo, pari e patta. I portieri tra i protagonisti assoluti del lunch match.

FIORENTINA: De Gea 7,5; Jiménez 7, Dragusin 6,5, Ranieri 6,5 (85′ Pongracic sv), Viery 5,5 (46′ Valdepenas 6,5) Ndour 6,5, Fagioli 6,5, Atta 5,5 (66′ Goncalves 6), Mastantuono 5,5, Njie 6,5 (80′ Gnonto 6), Pellegrino 5,5 (66′ Beto 5,5). All. Vanoli 6

NAPOLI voto squadra, 5,5

Milinkovic-Savic 7: Decisivo nella ripresa, sul gol non riesce a metterci una pezza causa la sfortunata deviazione di Marìn. Incidente

Di Lorenzo 6: Pile scariche, si aiuta col mestiere. Arraccante. La Nazionale gli farà bene? Chissà.

Rrahmani 6,5: In crescita, senza il Kosovo può ritrovare la forma migliore

Marìn 5,5: Prima della sfortunata autorete, sfodera una performance d’autorevolezza. Dopo la decisiva deviazione va in ambasce. Sfortunato

Olivera 6: Mezzo voto in più per il palo pregol del momentaneo vantaggio. Va in naftalina e pecca di lucidità a lungo andare. Gli manca la freschezza mentale dei tempi migliori. E non spinge più. Cercasi il vero Mati. disperatamente

Gilmour 7: Secondo gol nel Napoli e in carriera. Dinamismo e fosforo, viaggia a marce diverse rispetto al resto della ciurma. Rete su schema, manna per Max e Landucci. Sembra predicare nel deserto in alcune fasi della disputa. Trottolino e Risorsa

Lobotka 5,5: Mezzo voto in meno perchè invece di tentare la via della rete dalle parti di De Gea, la mette al centro ma Lucca non c’è. Altruista, ma troppo

(Dal 90′ Anguissa sv: entra in tempo per accusare un nuovo risentimento muscolare. Arruginito)

De Bruyne 4,5: Se ha lo status dell’inamovibile in Fiorentina-Napoli, dovrebbe fare qualcosa da magic. Favorisce più i dirimpettai che i compagni di squadra. Da un campione acclarato è lecito attendere ben altro, anche se dopo l’infortunio occorso al City è ben noto che strappi, accelerazioni e lungimiranti cambi di gioco, non sono attuabili. Più che la chiave del Napoli, rappresenta una delle problematiche dei partenopei perchè nel calcio moderno la qualità è frutto della velocità di pensiero nelle giocate. Si assenta, “kazzea” chi dei suoi non lo soddisfa, perde palloni sanguinosi, e più che ordine da confusione al costrutto corale. Serve ben altro, dal campione KDB. Dietro la lavagna, il celebre Kevin

Politano 5: Prevedibile e sempre in affanno. Senza Nazionale, dopo la sosta, vedremo il vero Matte.? Chi vivrà vedrà, del Poli. dell’attualità non c’è certezza

(Dal 73‘ Favasuli 6,5: Coraggioso e propositivo. Lucca gli nega la gioia di un possibile diagonale a battere De Gea)

Lang 6: Come esterno è un successo sul piano tattico perchè da sempre fastidio in banda, sia quando c’è da attaccarla che da difenderla. Ma è terribilmente impreciso nel provare la via della rete

(Dal 58′ Neres 5: Qualità straordinaria ma una condizione psicofisica non all’altezza. Si è operato a gennaio ma continua ad arrancare. E’ il più pericoloso della prima linea, nonostante sia ampiamente fuori forma. Termina zoppicante, preoccupante. Mistero)

Hojlund 5: Sponde e ripieghi per 50 minuti, poi Dragusic gli sdradica la sfera con veemenza e precisione mandando in visibilio il Franchi, così Allegri lo toglie di scena. Rasmus lo sa che la “lotta”, stavolta a volte anche persa, non basta. Il Napoli punta su di lui per il presente e il futuro, ma al momento manca nella contionuità strardinaria dei predecessori in attacco dela storia recente del Napoli.

(Dal 58′ Lucca 4,5: Si nasconde perlopiù. Ha la grande chance perchè subentra a Rasmus all’inizio del secondo tempo. Non fa una cosa giusta, e lo ricordiamo solo ostacolando la battuta a rete di Favasuli. Indifendibile).

Allenatore – Allegri 5: Vergara a un certo punto chiede una bottiglietta d’acqua visto che si scalda per più di 70 minuti. Non ha mangiato salato, ha solo tanta fame e smania d’offrire il proprio contributo. Nulla da fare, il mister Max. insiste con il fratello maggiore di colui che fu magic KDB in versione City. Il suo Napoli non è ancora un corpo unico: è poco allegriano, ovvero manca in scaltrezza e compattezza. E lì davanti la concretezza è un optional che non è in dotazione alla autovettura-azzurra 26/27, dopo sei gare ufficiali. C’è tanto da lavorare ma soprattutto serve ben altro ritmo generale dell’equipe.

Arbitro: Doveri  5: E’ un altro calcio, si sa. Si fischia pochissimo e la VAR interviene di rado. Ma nell’ultima parte di gara dalla tribuna del Franchi abbiamo visto un possibile rigore per il Napoli.  La rivedrà, sicuramente, la fattispecie. Come la cintura su Hojlund nel primo tempo. Resta uno dei migliori arbitri in circolazione. Ma la direzione-british e con VAR spenta non paga, stavolta.

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