Ussi Campania: indignazione per l’atteggiamento di Sarri in sala stampa

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L’Ussi– Gruppo ‘Felice Scandone’ stigmatizza con forza l’infelice uscita pubblica dell’allenatore Maurizio Sarri il quale nel post partita di Napoli-Inter, durante l’incontro con i giornalisti nella sala stampa dello stadio Meazza di Milano, ha risposto alla domanda della collega Titti Improta dell’emittente Canale 21 – “Sono troppo dura se dico che questa sera lo scudetto è compromesso?” – con un commento non richiesto, inutilmente volgare e permeato di sessismo. L’essersi successivamente scusato con la giornalista, una volta resosi conto di aver commesso un grave errore, non attenua le responsabilità dell’allenatore il quale dovrebbe ben sapere che gli incontri con la stampa sono soltanto occasioni, caratterizzate da serietà e professionalità reciproca, indispensabili per far arrivare ai tifosi – il vero motore del sistema-calcio – le informazioni, i commenti e le notizie di cui desiderano venire a conoscenza.  L’Ussi Campania ricorda a Sarri che tra i doveri che caratterizzano il lavoro di un allenatore vi è anche quello di tenere un atteggiamento corretto nei confronti degli organi di informazione e sottolinea in particolare che, soprattutto in considerazione dei tempi difficili in cui viviamo, è indispensabile mantenere sempre il rispetto nei confronti delle donne, anche in momenti di concitazione, di rabbia o di frustrazione professionale. Il rispetto, la correttezza, la serietà e la deontologia, beninteso, devono riguardare anche il comportamento della stampa. Per questo motivo l’Ussi Campania non può che sottolineare con sgomento e con indignazione la reazione dei colleghi giornalisti presenti ieri sera in sala stampa al Meazza, i quali hanno accolto l’ esternazione dell’allenatore del Napoli con una fragorosa risata, invece di reagire immediatamente con durezza, manifestando il proprio sdegno all’autore di quella infelice uscita e la propria solidarietà alla collega destinataria di un commento volgare e offensivo. L’Ussi Campania ricorda ai colleghi che il rispetto per se stessi e per il proprio lavoro i giornalisti se lo devono conquistare ogni giorno con i loro comportamenti e che la dignità personale e il decoro professionale non possono mai convivere con simili atteggiamenti scanzonati e inutilmente adulatori.