Si scrive Lipsia, si legge calcio moderno

lipsia

Il sorteggio di Europa League ha accoppiato il Napoli di Maurizio Sarri al Lipsia. I tifosi azzurri che hanno avuto la fortuna di vivere l’epoca d’oro di Maradona ricordano nitidamente il doppio confronto dell’allora coppa UEFA con il Lokomotive Lipsia, ma i prossimi avversari di Hamsik e compagni fanno parte di un club completamente diverso. Il Lokomotive Lipsia milita infatti nella Regionalliga, quarta serie del calcio tedesco, mentre i cugini ricchi quest’anno hanno esordito nella massima competizione europea. Il RasenBallsport Lipsia è il prodotto di un nuovo modello di business che nel corso dell’ultimo decennio ha intravisto nel calcio possibilità importanti di profitto. La multinazionale di energy drink Red Bull, dopo aver fatto il suo ingresso nella Formula 1, ha infatti deciso di investire nel mondo del pallone cifre importanti, acquisendo società calcistiche di basso livello per portarle al vertice. Ci è riuscita facilmente a casa sua, in Austria, dove il Salisburgo domina il campionato da molto tempo. In Europa, però, la prospettiva di ottenere i preziosi ricavi della Champions League ha invogliato il colosso austriaco a rilevare un club di quarta serie, il Markranstadt, trasformandolo nella seconda forza della Bundesliga. Come? Con tanti soldini, naturalmente. Malgrado l’opposizione feroce di tutte le tifoserie nazionali, restie ad accettare l’idea di un calcio governato da multinazionali interessate solo ed esclusivamente al profitto, la Red Bull è riuscita a vincere facilmente i campionati al di sotto della massima serie, ma soprattutto ha saputo aggirare tutte le regole ferree che la Federcalcio tedesca ha da sempre avuto per evitare “scalate” al potere. Il nome del club, ad esempio, è un chiaro riferimento alle due iniziali del colosso austriaco, ma la federazione non ha potuto impedire che il Lipsia si chiamasse RasenBallsport, così come non ha voluto approfondire meglio le dinamiche legate alla struttura societaria, che viola palesemente le norme federali. Anche la UEFA ha deciso di chiudere un occhio nell’estate appena trascorsa, in cui la Red Bull aveva qualificato il Salisburgo ai preliminari di Champions, con il rischio, poi scongiurato dall’eliminazione degli austriaci, di vedere due squadre aventi lo stesso proprietario nello stesso girone. Sarebbe bello poter parlare di calcio e del progetto tattico di un club che nel corso dei prossimi anni potrebbe davvero fare concorrenza al Bayern Monaco, ma per quello ci sarà tempo. Oggi presentare il Lipsia significa purtroppo rendere nota anche al popolo partenopeo una situazione vergognosa per il mondo del calcio, soprattutto per chi crede ancora nei valori che questo sport ha tramandato da generazione a generazione.