Serie A: la presentazione del Milan

gattuso

All’inferno e ritorno potrebbe essere il titolo adatto a descrivere nel migliore dei modi l’estate vissuta dal Milan. La sentenza emessa dal Tas di Losanna ha restituito ai rossoneri quell’accesso all’Europa League cancellato dal verdetto di primo grado emesso dall’Uefa. Il mancato rimborso del prestito ricevuto da parte di mister Li ha attivato il procedimento grazie al quale il fondo Elliot ha assunto il controllo del club con l’intento di riportarlo al livello assegnatogli dalla storia e dal blasone. La proprietà statunitense ha azzerato il precedente consiglio d’amministrazione nominandone uno nuovo nel quale Paolo Scaroni ha assunto il ruolo di presidente e ha affidato il ruolo di responsabile dell’area tecnica a Leonardo, già giocatore e tecnico del club meneghino. Il brasiliano sta provando a coinvolgere nel progetto gli ex gioiello autori della storia recente della società, opera riuscita con Paolo Maldini, da qualche giorno nuovo direttore dell’area di sviluppo strategico. La squadra riparte, sotto la guida del confermato Gattuso, dal sesto posto dello scorso maggio e dalla consapevolezza di un mercato che, pur cercando di rinforzare la squadra, non potrà registrare squilibri significativi tra entrate e uscite. L’acquisto di Reina, prelevato a parametro zero dal Napoli dopo la scadenza del suo contratto, garantisce esperienza alle spalle di Donnarumma e un notevole contributo carismatico all’interno dello spogliatoio. Già la vecchia dirigenza aveva preventivato una campagna acquisti e cessioni nella quale confermare il nucleo vitale della squadra inserendo nel roster gli elementi necessari a renderlo competitivo nella lotta per i primi quattro posti. Applicando al meglio la linea appena citata la dirigenza milanista , ad avviso di chi scrive, ha compiuto un autentico capolavoro. Lo scambio che ha ufficializzato il ritorno di Bonucci a Torino dopo una sola annata, giocatore mai pienamente ambientatosi nel nuovo contesto, ha portato in rossonero Mattia Caldara e Gonzalo Higuain. Il nuovo titolare della casacca numero trentatré non potrà magari vantare esperienza e leadership del predecessore ma è uno dei migliori prospetti che, insieme a Romagnoli e Rugani, costituirà l’asse portante della futura difesa della nazionale italiana. Il centravanti argentino dovrebbe rappresentare, nei piani della dirigenza, quel cannoniere in grado di assicurare un bottino di almeno venti gol a stagione, cifra ritenuta indispensabile per i bomber delle squadre che lottano per le posizioni di vertice; il Pipita ha sì al suo attivo clamorosi flop in alcune sfide cruciali ma nel tempo è cresciuto tatticamente e ha imparato anche a dialogare con la squadra muovendosi come autentico regista avanzato dei suoi. Sembra imminente , per quanto concerne la linea di centrocampo, la conclusione dell’operazione Bakayoko in prestito dal Chelsea con diritto di riscatto. Dotato di grande potenza e corsa, il francese si disimpegna con buoni risultati sia da mezzala che da vertice basso davanti alla difesa oltre ad essere molto bravo negli inserimenti senza palla.