#SeAcabòElPartido… Napoli, hai dato il massimo

Allan

L’avventura del Napoli in Champions League è terminata nella maniera meno sorprendente possibile. Per quanto sarebbe stato difficilissimo a inizio stagione pronosticare gli azzurri primi nel girone e il Real Madrid secondo, una volta che l’infame sorteggio di Nyon ha accoppiato la squadra di Sarri a quella di Zidane persino i più ottimisti tifosi partenopei si sono rassegnati al fatto che ci sarebbe stata una montagna blanca da scalare. In un San Paolo caldo e entusiasmante come raramente si era visto negli ultimi anni, il Napoli ha provato a giocare la partita perfetta, senza però snaturare le sue caratteristiche. Sarri sapeva bene che per riuscire nell’obiettivo di rompere le scatole ai campioni d’Europa serviva partire forte. La prima mezzora di gara è stata un capolavoro, con il Madrid e il Napoli che sembravano essersi invertiti le magliette. Gli azzurri hanno pressato in maniera feroce la prima costruzione spagnola, riuscendo a far girare il pallone con rapidità ed efficacia. La posizione di Hamsik alle spalle di Modric ha spaccato il centrocampo di Zidane, mentre Allan si è reso protagonista di un primo tempo da polmoni e grinta d’acciaio. Appena la spia del motore si è accesa in casa partenopea, sono iniziati i primi problemi. Non dovendo più fronteggiare un pressing asfissiante, infatti, il Real Madrid ha guadagnato campo e fiducia, alzando il baricentro e provando a innescare le sue bocche da fuoco. A inizio ripresa, probabilmente, il piano partita di Sarri prevedeva una partenza più morbida, per poi provare a chiudere con un arrembaggio finale, magari sfruttando la carica fornita dal meraviglioso pubblico di Fuorigrotta. Il principio secondo cui non si può spingere al massimo per novanta minuti ha infatti portato l’ex tecnico dell’Empoli a calibrare l’intensità dei suoi in funzione del momento del match, ma la doppietta di Sergio Ramos ha rovinato tutto nel giro di una manciata di secondi. Sarebbe comodo credere che marcando a uomo il capitano del Madrid si sarebbero evitati i gol, considerando che in quel caso i blocchi avrebbero comunque portato il difensore più prolifico della storia della Casa Blanca a staccare indisturbato in area. Sarebbe altrettanto presuntuoso ritenere che con Rog, Zielinski o Milik dal primo minuto sarebbe cambiato qualcosa, in quanto in una sfida del genere chi fa il brutto e il cattivo tempo è sempre e comunque la squadra migliore. Il Napoli saluta così la Champions, con la consapevolezza di essere riuscito a dire la sua e con la speranza di tornare già nella prossima stagione a far ruggire il popolo partenopeo durante l’inno della competizione per club più affascinante del mondo.