#SeAcabòElPartido… Amarezza tutta italiana

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Le speranze dei tifosi partenopei di arrivare secondi si sono spente quasi totalmente nel momento in cui Radja Nainggolan ha segnato il gol del definito tre a uno della Roma sulla Juventus. Eppure la giornata era cominciata piuttosto bene per il popolo azzurro, vista la splendida prestazione offerta dagli uomini di Sarri a Torino contro i granata. Il Napoli ha giocato la partita che ci si aspettava, entrando in campo con l’approccio della grande squadra, imponendo il proprio ritmo sin dai primi minuti di gara. Solamente qualche imprecisione sotto-porta avversaria e un paio di sfavori arbitrali hanno negato ai partenopei la possibilità di chiudere il match nella prima frazione di gioco, ma è bastato pazientare un po’ per gioire di un successo che non è mai stato in dubbio. Gli azzurri hanno raggiunto la piena maturità, sia dal punto di vista tattico che caratteriale, lasciando soddisfatti tutti gli amanti del pallone che assistono alle loro partite dal vivo o in televisione. Veder azionare le trame offensive del nano-tridente è un piacere per gli occhi di ama il calcio, ma, purtroppo, questo sport ha delle consuetudini che sono diventate in Italia delle regole non scritte. A fine campionato, ancor più dei valori individuali o collettivi, contano le motivazioni. Non si spiegherebbero altrimenti il miracoloso tentativo di rimonta di un Crotone che a inizio campionato sembrava costretto ad alzare bandiera bianca a febbraio; il crollo verticale di un’Inter che da quando ha visto chiudersi le porte della Champions è precipitata per non incorrere nel rischio di giocare i preliminari di Europa League, strategia copiata in toto dai cugini del Milan qualche settimana dopo; il duplice successo esterno consecutivo della “corazzata” Empoli  contro rossoneri e viola, in un aprile in cui gli uomini di Martusciello sembravano diventati il Real Madrid. La sconfitta della Juventus all’Olimpico è frutto della mentalità tutta italiana secondo cui a fine stagione ci si sceglie accuratamente le battaglie da combattere. Fa niente che il mancato utilizzo di gran parte dei titolari e la pochissima voglia di giocarsela al cento per cento dei solitamente famelici bianconeri abbia penalizzato un’altra squadra, il Napoli, falsando la lotta per il secondo posto. In Italia funziona così.