Roma-Napoli, tutto Maradona minuto per minuto

Maradona all'Olimpico

di Antonio Russo

 NAPOLI – La stella Maradona accende il venerdì sera del calcio italiano. Lo spettatore speciale però non è riuscito a fungere da amuleto del Napoli all’Olimpico. Ha sofferto sugli spalti, da invitato d’onore della Roma, ma con il Napoli nel cuore. Diego Armando Maradona è tornato ad assistere una gara del campionato italiano del “suo” Napoli. Il traffico del raccordo anulare capitolino ha complicato il piano del tifoso Maradona. Voleva caricare a suo modo il Napoli, per salutare nello spogliatoio Rafa Benitez e gli azzurri. Nulla di fatto: Diego Armando Maradona è arrivato a partita in corso. Trascorsi sette minuti di gioco. A quel punto tutto lo stadio Olimpico di Roma ha omaggiato il calciatore più forte della storia del calcio di un lungo e caloroso applauso. La rivincita per l’idolo massimo degli appassionati argentini e del popolo azzurro, per ciò che è riuscito a regalare alla sua nazionale e ai colori partenopei, tra gli anni ottanta e i novanta. Gli applausi al “Dio del calcio” difatti provengono nella stessa location che fece indispettire Maradona e tutta l’Argentina per i fischi alla seleccion albiceleste in occasione della finale con la Germania. Il coro “Diego Diego” così non è stato cantato alla venuta di Maradona dai “soli” 8000 fedelissimi del Napoli, ma anche da alcuni sostenitori giallorossi che non sono riusciti a trattenere le emozioni per la visione della leggenda vivente del gioco del calcio. Maradona segue la partita da tifoso doc,  con tanta tensione. E sbatte i pugni nei pressi della sua poltrona quando la Roma passa in vantaggio con una punizione capolavoro che fa esplodere l’Olimpico e gela lo spicchio azzurro del settore ospiti. Riprende la partita e Maradona trascorre le prime battute della seconda frazione di gioco scrutando con molta attenzione i movimenti sulla panchina del Napoli. Il suo pupillo Gonzalo Higuain non è partito dall’inizio perché non è al meglio per un problema di natura muscolare. Higuain entra in scena e Maradona approva. La fiducia dura poco. Il “leone in gabbia” cade nello sconforto quando il suo amico Paolo Cannavaro va anzitempo sotto la doccia, procurando il calcio di rigore, trasformato da gran campione dall’hombre de partido Pjanic. Maradona pone le mani al volto: il “suo” Napoli è in inferiorità numerica e in balia della capolista sempre più a punteggio pieno. Mala suerte, dice Maradona al triplice fischio. Nel dopo gara si è complimentato con Rudi Garcia e ha incoraggiato quelli di casa Napoli, abbracciando il prediletto Higuain. Promettendo un suo ritorno al San Paolo, stavolta. Non riesce però a nascondere la delusione: “peccato che non posso scendere in campo più io, avrei sicuramente messo in difficoltà i giallorossi”

Antonio Russo

da Cronache di Napoli del 19 ottobre 2013

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