Napoli-Juve: le pagelle degli azzurri

90174e32-202e-4638-b515-0f7d9ba6efb3
Non era decisiva, perché mancano sei mesi alla fine del campionato. Napoli-Juventus, però, era uno spartiacque: con una vittoria e sette punti di vantaggio, la squadra di Sarri sarebbe stata davvero la candidata numero uno allo scudetto. Con il successo della Juve, invece, i bianconeri ribadiscono in primis di essere in piena corsa per il tricolore, ma soprattutto di non fallire certi appuntamenti. Il Napoli, invece, nei due veri scontri diretti della stagione (contro Inter e Juventus), ha raccolto un punto e segnato zero gol al San Paolo. Ecco le nostre pagelle degli azzurri.
Reina 7 – Para tutto il parabile. Grande intervento in apertura su Higuain, sul tiro di Matuidi è miracoloso. In questo momento rappresenta un valore aggiunto, ma se gli attaccanti non tirano in porta…
Hysaj 6,5Spinge tanto sull’out di destra, complice l’atteggiamento della Juve che tiene il baricentro basso. Attento nelle poche occasioni in cui viene puntato.
 
Albiol 6Un errore in uscita nel primo tempo, per il resto sbaglia poco nelle rare circostanze in cui la Juve si affaccia dalle sue parti.
Koulibaly 5Si lascia sfilare Higuain alle spalle in avvio e Reina lo salva. Passano pochi minuti e lascia una voragine per il Pipita (l’unico da marcare) che con tutto quello spazio segna undici volte su dieci e con la mano amputata. Qualche buon intervento che però non riscatta la responsabilità nell’episodio chiave del match.
Mario Rui 5,5In ritardo nel ripiegare sul gol, ma era proiettato in attacco prima della ripartenza bianconera e in ogni caso Koulibaly non aveva altri calciatori da marcare oltre a Higuain. Fa intravedere le sue qualità tecniche, ma al cross non impensierisce la difesa della Juve. Puntuale il calo atletico alla distanza (dal 76′ Maggio sv).
Allan 6,5 - Solita partita di lotta. Tanti palloni recuperati nel primo tempo, anche se a volte è approssimativo negli appoggi (dal 67′ Zielinski 5,5 - Entra per dare qualità, ma non riesce mai ad essere incisivo. Anzi, con un cambio gioco sciagurato per Hamsik quasi manda in porta la Juve).
Jorginho 5 - Dybala lo segue ovunque, ostruendo costantemente la linea di passaggio tra il portatore di palla e il brasiliano. Finisce fuori dal gioco, non riesce mai a prendere in mano il centrocampo. 
Hamsik 4,5 - Completamente assente. Poca grinta, si inserisce solo una volta tra le linee. Incredibile l’involuzione in fase conclusiva e non contrasta mai i centrocampisti avversari. Apatico in ogni frangente.
Callejon 5In evidente calo, preoccupante il suo appiattimento. Lontanissimo dal vivo dell’azione offensiva, prova qualche cross lasciato volontariamente dalla Juve.
Mertens 4,5 - Il fantasma di se stesso, e non da stasera. Paga l’infortunio di Milik: da quando gioca senza mai fermarsi ha perso la brillantezza necessaria ad uno scattista come lui. Si fa ammonire in maniera evitabile e dà sempre l’impressione di cercare il rigore, ma Orsato non ci casca. Il suo rendimento è inversamente proporzionale all’abilità nel rendersi simpatico al pubblico tramite i social: che i tanti video “napulegni” servano ad offuscare le sue prestazioni deludenti?
Insigne 6L’unico dei tre davanti a provarci, non riesce però a fare la differenza. Va spesso alla conclusione, ma si tratta di soluzioni forzate visto che la Juve chiude tutti gli spazi negli ultimi venti metri. In generale è il solo, oltre a Reina, a dare l’impressione di poter competere con gli avversari dal punto di vista dello spessore e della personalità (dal 75′ Ounas 6 – Si guadagna la sufficienza in un quarto d’ora per la sfrontatezza e la qualità che prova a mettere in campo. Può davvero giocare soltanto quando gli altri stramazzano al suolo?).
Sarri 5 - Allegri lo surclassa ancora una volta. Il gioco monocorde del Napoli, stanco nei suoi terminali offensivi, contro la Juve che prepara perfettamente la partita sull’avversario. Paga soprattutto l’assenza di Milik, che sarebbe servito ad alzare il pallone nel secondo tempo e, nelle partite precedenti, a far rifiatare un Mertens in netta difficoltà. Alle pay-tv usa due stratagemmi per distrarre il pubblico dalla brutta prestazione della sua squadra: prima parla di predominio territoriale e di Juve schiacciata per 70 minuti, quando è chiaro che i bianconeri abbiano deciso di difendere bassi, lasciando cross innocui al Napoli per poi colpire (e ha colpito) in ripartenza. Poi l’uscita “romantica” sul colore delle magliette, che servirà ad alimentare qualche pagina Facebook e i suoi seguaci (calcisticamente) lobotomizzati dalla deriva social del gioco del pallone e da -ismi sovrabbondanti, impropri ed improbabili.