#LeAltreInEuropa, comincia l’NBA del calcio

Premier League

Con l’anticipo tra Arsenal e Leicester di questa sera, inizia ufficialmente la Premier League 2017/18. Quello inglese è da anni il campionato più ricco d’Europa, grazie a lungimiranti operazioni di merchandising che lo hanno reso a tutti gli effetti l’NBA del calcio. Oltremanica hanno capito prima di tutti gli altri cosa servisse per fatturare cifre astronomiche dai diritti televisivi senza perdere l’affetto del pubblico da stadio, ottenendo l’ingresso nel loro mercato di colossi della finanza desiderosi di fare business con il pallone. Qualcuno potrebbe far notare che negli ultimi anni sono stati pochissimi i trofei europei conquistati dalle squadre britanniche, ma basterebbe fare i conti in tasca a Real Madrid e Barcellona per dimostrare come le risorse della Liga spagnola vengano ripartite in maniera estremamente eterogenea, il che comporta un campionato avvincente ed equilibrato, in Premier, e un altro con esito quasi scontato da anni, nella penisola iberica.

Quest’anno il Chelsea di Antonio Conte parte da campione in carica, anche se non ha i favori del pronostico. E’ dal 2009 che una squadra non riesce a vincere per due volte di seguito la Premier, il che testimonia la difficoltà di un campionato che ha nettamente superato la serie A per equilibrio e competitività. I Blues si sono rinforzati con Rudiger, Bakayoko e Morata, con quest’ultimo chiamato a raccogliere l’eredità di Diego Costa. L’undici titolare, pertanto, non è migliorato, e non va sottovalutato l’impatto negativo sul campionato che avrà la partecipazione alla Champions.

A Manchester c’è grande fiducia sulle possibilità delle due corazzate City e United di vincere il titolo. I Citizens hanno speso oltre duecentoquaranta milioni di euro sul mercato, aggiudicandosi Ederson, Danilo, Douglas Luiz, Walker, Mendy e Bernardo Silva. Guardiola ha rivoluzionato la difesa, ma difficilmente riuscirà a conquistare oltremanica la mole di trofei del suo Barcellona o del suo Bayern, considerate le fortissime avversarie. I Red Devils hanno condotto un mercato chirurgico, acquistando un giocatore per ruolo: Lindelof, Matic e Lukaku possono garantire a Mourinho quell’affidabilità che è troppo spesso mancata nella scorsa stagione. Non va inoltre dimenticata la regola del secondo anno dello Special One, che in molti casi ha portato il tecnico portoghese a vincere dopo un anno di ambientamento.

Il Liverpool di Klopp non sembra in grado di impensierire le tre favorite. Il mercato ha portato in dote soltanto Salah, che da solo non dovrebbe riuscire a colmare il gap con il Chelsea e le due di Manchester, anche se in caso di qualificazione alla fase a gironi di Champions potrebbero arrivare altri rinforzi. L’Arsenal vuole tornare protagonista dopo un anno anonimo. I Gunners hanno speso oltre cinquanta milioni per assicurarsi i gol di Lacazette, ma per il resto non hanno voluto migliorare una squadra che è molto inferiore rispetto alle concorrenti. Il Tottenham di Pochettino ha sorprendentemente condotto un mercato al risparmio, che difficilmente li porterà a ripetere le esaltanti ultime due stagioni.