Jorginho: il secondo posto nel mirino

bonomi jorginho e mertens
Il regista del Naòoli Jorginho è stato intervistato dalla radio ufficiale del club azzurro, Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le sue dichiarazioni.
Partiamo da un dato statistico. 153 passaggi indovinati su 161: possiamo chiamarti “calamita”? State facendo grandi cose.
“Hai detto bene: stiamo. Il merito non è solo mio, ma di tutta la squadra: di chi mi dà il pallone e di chi si posiziona per farselo passare”.
Quanto credete nel secondo posto?
“Tantissimo. Siamo concentrati e stiamo lavorando per quest’obiettivo che per noi è fondamentale”.
Con l’Udinese un primo tempo bloccato, poi il gol di Mertens che viene da te a ringraziarti. Quanto è bello sentirsi riconoscere il merito di una rete?
“E’ stato molto gratificante. La partita era complicata perché loro si chiudevano bene. Sono riuscito ad indovinare quel passaggio anche grazie al movimento di Marek a portare fuori il difensore: l’avevamo provato in settimana e siamo riusciti ad applicarlo in partita. Il merito quindi è sempre di tutta la squadra”.
Nel momento decisivo della stagione, il Napoli sta giocando un calcio fantastico e dà l’impressione di divertirsi.
“Non è facile, perché le squadre ci conoscono. Stiamo lavorando bene e ci stiamo divertendo: in questo modo è tutto più semplice, i risultati arrivano come conseguenza e anche chi ci guarda si diverte”.
Domenica il lunch match in casa del Sassuolo. Rivedremo ancora una volta il Napoli agguerrito delle due gare dell’Olimpico in cui Jorginho è stato protagonista?
“Non sarà una partita semplice, il Sassuolo sta bene e può mettere in difficoltà chiunque. Giocare alle 12.30 inoltre non è facile, ma dobbiamo andare oltre l’ostacolo perché l’insidia dell’orario vale anche per loro. Dobbiamo essere bravi e cattivi nel fare in campo quello che proviamo in settimana e a vincere”.
Hysaj ha detto: “Pensiamo giorno e notte al secondo posto”.
Lo vogliamo, ma il secondo posto passa da Sassuolo: pensiamo solo alla prossima gara, sarà fondamentale vincerla”.
Sei cresciuto in maturità, personalità e cattiveria. Hai raggiunto l’apice o ci sono ancora margini di miglioramento?
“Sto bene, ma ovviamente devo ancora crescere: ho 25 anni e si migliora anche a 35. Lavoro tanto e ogni giorno, vediamo dove posso arrivare”.
91% di passaggi riusciti: mandiamo un messaggio a Ventura?
“Ogni calciatore gioca con l’obiettivo della Nazionale. Vediamo cosa succede, ma adesso penso solo al Napoli”.
Hai tanti anni di contratto ed il tuo procuratore ha detto che stai bene a Napoli. L’obiettivo può essere restare per vincere lo scudetto? De Laurentiis ha dichiarato che siamo vicini…
“Vincere a Napoli non è come farlo altrove, sarebbe speciale ed abbiamo questo sogno. Stiamo lavorando anche per il futuro, cresciamo e lavoriamo bene ma l’attenzione adesso è tutta focalizzata sul Sassuolo”.
I tifosi chiedono quando proverai con più insistenza il tiro dalla distanza.
“Ci ho provato con l’Udinese ma è andata male. Sto lavorando anche sotto quell’aspetto, visto che è un mio limite. Spero di arrivare presto al gol: non vedo l’ora”.
Come ti completi con Allan e Zielinski?
“Hanno caratteristiche diverse. Allan mi dà più una mano in fase difensiva, mentre Zielinski è più portato per la fase di palleggio e di possesso. Mi trovo benissimo con entrambi”.
Quanto sei felice a Napoli?
“Tantissimo, la porterò sempre con me. Qui è nato mio figlio, ho tanti amici e la città è bellissima. Chi viene qui non può dimenticarla: è una città che dà emozione, la gente trasmette calore perché quando scendi in campo senti di rappresentarla non solo sotto il profilo calcistico. Qui è tutto speciale”.
Come ti definiresti come calciatore?
“Sono Jorginho, un giocatore come gli altri. Ognuno di noi ha un compito, il mio è quello di dare equilibrio e ordine e di far girare il pallone. Aiuto i miei compagni facendo del mio meglio, se ci riesco la squadra ne trae giovamento”. 
Avete sempre segnato con la Juve, che in due partite non ha preso gol dal Barcellona. Le prove con i bianconeri aumentano la vostra consapevolezza?
Sicuramente sì. Andare al Camp Nou e non prendere gol non è semplice, vuol dire che siamo stati bravi e che bisogna continuare su questa strada che è quella giusta”.
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