Il Napoli fa quadrato da 12 Morsi

Francesco De Luca - NOTITLE

Pepe e Dries, sempre più leader dello spogliatoio: come ieri sera, quando hanno invitato tutti i compagni a cena da 12 Morsi a via Alabardieri a Chiaia. Il conto lo ha pagato il belga che è stato mattatore prima e durante la cena. Tra i protagonisti anche Milik e Diawara, i due marcatori del concitato finale di Napoli-Chievo. È anche dopo la vittoria che è nata l’idea di questa cena che oramai è diventato un appuntamento mensile fisso. Questa volta, però, hanno partecipato anche i fisioterapisti e i magazzinieri capitanati dal solito Tommaso Starace che ha fatto il suo ingresso trionfale sotto braccio con Mertens a dimostrazione del grande legame tra calciatori e staff. Gioco da scuole elementari: cosa hanno in comune Spal, Frosinone, Milan e Carpi? La risposta non è «Hanno giocato tutte e quattro in serie B» (che pure sarebbe corretta come cosa). Acqua. Queste quattro squadre, infatti, condividono un particolarissimo primato: insieme anche con Catania e Chievo sono le uniche delle 28 di serie A affrontate da Dries Mertens contro le quali il belga non è riuscito a fare centro. Strano ma vero. Ma sta di fatto che i rossoneri sono gli unici tra i big del nostro campionato a non essere stati puniti dai colpi ad effetto del numero 14 azzurro, si legge su ilmattino.it, a firma di Bruno Majorano. Con quello di domenica saranno addirittura 10 i confronti diretti tra il Milan e l’attaccante del Napoli, e con il raggiungimento della doppia cifra, Mertens spera anche di sfatare questo tabù che inizia a farsi sempre più curioso. Come l’acqua santa, ma con la caratteristica di non riuscire mai ad andare di traverso al diavolo. Questo perché nell’arco degli ultimi due anni, infatti, il belga è diventato il punto di riferimento offensivo per il Napoli e Sarri lo ha trasformato da esterno d’attacco a vero e proprio centravanti. E pesare che nelle 9 gare fin qui disputate contro i rossoneri, Dries è stato più volte decisivo perché pur non riuscendo mai ad andare in gol, si è reso utile alla causa confezionando ben 4 assist preziosi per i compagni di squadra. Certo, adesso sì che manca solo quel sigillo per aggiungere un’altra tacca sul suo cinturone da cowboy del gol. Ha già sparato a salve troppe volte e poi fare gol – magari farne anche uno decisivo ai fini del risultato – varrebbe il doppio in un momento così delicato della stagione, un momento nel quale ogni punto in più o in meno può fare tutta la differenza del mondo in chiave scudetto. Paradossi del calcio e della geografia, perché i nazionali del Belgio sono detti i piccoli diavoli, e allora fa strano pensare che proprio ai diavoli rossoneri non sia riuscito a fare centro. Anche perché dei 9 incontri precedenti con lui in campo il Napoli ne ha vinti 7, collezionando poi un pareggio e una sola sconfitta. Il tutto partendo da titolare per 5 volte. Titolare, poi, lo sarà anche domenica a San Siro, nonostante le ultime prestazioni zoppicanti e un’ascesa a tutta forza di Arek Milik. Il polacco è entrato alla grande nel finale della gara contro il Sassuolo a Reggio Emilia con tanti movimenti e una traversa centrata, ed è stato poi decisivo nella rimonta di domenica scorsa al San Paolo contro il Chievo. Un gol e una spizzata per il tiro della vittoria di Diawara. Insomma, bottino di assoluto rispetto per un attaccante che deve per forza di cose fare a sportellate non solo con i difensori avversari, ma anche gli attaccanti della sua stesa squadra per conquistarti un posto da titolare nel tridente del Napoli.