Eusebio e Maurizio: due modi diversi di intendere il 4-3-3

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La sfida di sabato sera tra Roma e Napoli presenta numerosi temi di interesse. Oltre al confronto tra due bomber estremamente prolifici come Dzeko e Mertens, ciò di cui si è maggiormente parlato nel corso degli ultimi giorni è la partita nella partita tra i due allenatori. Sarri e Di Francesco sono riusciti ad approdare alla corte di due grandi del calcio italiano, grazie al sudore, alla gavetta e a tanta applicazione. I loro destini si sono spesso incrociati, sin da quel confronto in Lega Pro del dicembre 2008 tra il Perugia di Maurizio e la Virtus Lanciano di Eusebio, vinto dagli umbri con punteggio all’inglese. Da quando il tecnico toscano è alla guida del club di De Laurentiis, Di Francesco è diventato uno dei suoi avversari più indigesti. L’esordio ufficiale sulla panchina azzurra di Sarri, datato agosto 2015, coincise proprio con una trasferta emiliana in casa del Sassuolo di Eusebio. Era ancora una versione molto sperimentale del Napoli più bello di sempre, ma i neroverdi riuscirono comunque a creare molti problemi a Reina e compagni. Anche l’anno scorso Di Francesco rovinò i piani di Maurizio, imponendogli due volte il pareggio. Al San Paolo andò in scena una delle peggiori serate del biennio sarrista, che vide Defrel ammutolire il pubblico partenopeo, già ai minimi storici di entusiasmo dopo un novembre nero. Nella gara di ritorno, il Sassuolo riuscì nell’impresa di fermare un Napoli lanciatissimo verso la rincorsa al secondo posto. Gli azzurri rischiarono addirittura di perdere, complice un atteggiamento arrogante, tanti errori individuali e decisioni arbitrali sfavorevoli. Di Francesco è dunque l’ultimo allenatore contro il quale gli azzurri non hanno vinto in serie A e punta ad essere il primo a fermare Hamsik e compagni in questo campionato. Il tecnico abruzzese concepisce il 4-3-3 in maniera molto diversa da Sarri. Per certi versi, il suo calcio è un mix tra quello di Zeman, maestro che ha avuto da giocatore alla Roma, e quello moderno. Le sue priorità sono fare densità alta in fase di non possesso e attaccare gli spazi verticalmente in fase offensiva. Il tecnico del Napoli, invece, concepisce il sistema di gioco più di moda ultimamente come il più efficace per dominare la partita, aggredendo immediatamente gli avversari una volta perso il pallone e alternando soluzioni in ampiezza ad altre in profondità. La contrapposizione dei ventidue in campo sabato sera sarà particolarmente avvincente. Ferma restando l’importanza assoluta delle giocate dei singoli, gli appassionati di tattica troveranno pane per i loro denti. Quando Di Francesco e Sarri si incrociano, non ci si annoia mai.