A Lipsia c’è Demme, il Diego di Calabria e fan di Gattuso

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Non affronterà il suo idolo Rino Gattuso ma avrà i riflettori decisamente puntati il calabrese Diego Demme, incrociando il Napoli, a febbraio, nei sedicesimi di finale d’Europa League. Calabrese di Germania, è uno dei punti di forza del Lipsia targato Red Bull, reduce da un assist nel match interno di Bundesliga pareggiato 2-2 col Magonza. Il ventiseienne centrocampista vanta il doppio passaporto tedesco e italiano e in rete c’è una sua recente intervista, rilasciata a gianlucadimarzio.com. Nato il 21 novembre del 1991 in Germania, a Herford, da papà di origini calabresi ma con il Napoli nel cuore, per la fede calcistica per Diego Armando Maradona. “L’italiano non lo parlo perfettamente, come puoi sentire, ma ti assicuro che capisco tutto”, raccontava Diego due anni fa in esclusiva a GianlucaDiMarzio.com. Nelle file della Red Bull Lipsia Demme ha trovato grande continuità come mediano davanti alla difesa (adattandosi anche come terzino), così l’anno scorso ha rinnovato il contratto sino al 30 giugno 2021. E’ al Lipsia dal gennaio del 2014, dopo le 19 presenze da protagonista del Paderborn. Attendeva da tempo una partita contro un’italiana che arriverà proprio contro la regina el Sud, il Napoli. “Mio padre è calabrese, grazie a lui riesco a capire perfettamente l’italiano. Anche se, onestamente, mi manca un pò di grammatica (ride). Difficile dire se mi sento più italiano o tedesco, credo entrambe le parti abbiano tanto da offrirmi. Una cosa è certa: nella cucina l’Italia non ha rivali, anche per questo vengo volentieri lì per le vacanze. Poi la moda, certo. E’ un paese che ammiro molto. Sono un grande fan di Rino Gattuso, lo ammetto. Mi piaceva il suo gioco aggressivo e la sua grinta, la sua voglia di dare sempre tutto per la squadra e di trascinarla. Mi sento molto simile a lui nel mio stile: metto tutto me stesso in campo, la mia grinta nei contrasti, la mia fisicità e anche la capacità di giocare la palla. Il calcio italiano? Credo negli ultimi sei anni abbia perso di qualità, anche se in Europa la Juve può forse arrivare fino in fondo. Secondo me c’è bisogno che si sponsorizzino i vivai italiani, che i giovani – come accade qui – siano al centro dei progetti. In Germania non conta l’età, ma se sei bravo o no. Ovviamente quando giocano le squadre italiane nelle competizioni internazionale tifo per loro, senza dubbio. A quale giocatore di Bundesliga mi ispiro? Beh, Sahin e Luiz Gustavo mi piacciono molto”. E’ partito dal sottobosco del calcio tedesco sino a esordire in nazionale il giugno scorso nel 7-0 contro San Marino, e a febbraio arriverà la gara che sognava da tempo, affrontare il Napoli che fu del Diego massimo Maradona.