A Bergamo la prima finale scudetto

atalanta

La partita di Bergamo può e deve essere considerata la prima di una lunga serie di finali scudetto. Il Napoli soffre maledettamente la fisicità e l’aggressività della squadra di Gasperini, per cui la trasferta odierna assume un’importanza enorme nell’economia del testa a testa con la Juventus. Per gli uomini di Sarri non sarà facile giocare ad ora di pranzo nel turno di campionato che segue l’inedita sosta di gennaio, ma, del resto, il quarto di finale di coppa Italia ha dimostrato che non esiste un buon momento per affrontare l’Atalanta. Gli azzurri vanno in difficoltà quando incrociano la loro bestia nera essenzialmente per due motivi: tatticamente Gasperini riesce a limitare quasi completamente la brillantezza del fraseggio; fisicamente i bergamaschi sovrastano in ogni zona del campo i partenopei. Dal punto di vista tattico l’ex tecnico del Genoa riesce ad accoppiare i punti di forza del suo scacchiere con i pochi punti deboli di quello azzurro, difendendo uomo contro uomo in ogni zona del campo e scalando in avanti, così da ridurre al minimo spazio e tempo di giocata degli avversari. Il Gasp concede volutamente la superiorità numerica sulle fasce al Napoli, consapevole che i cross verso l’area di rigore finiscono sempre sulla testa dei suoi tre centrali. Gli azzurri devono farsi trovare pronti sia in situazione di palla inattiva, sia sui movimenti a tagliare verso l’esterno del Papu Gomez, vero e proprio ago della bilancia della sfida di coppa Italia. L’argentino è abilissimo nello smarcarsi tra centrale e terzino di parte, scompaginando la difesa avversaria e liberando così i compagni. Proprio l’estro e la fantasia dovranno essere determinanti in favore del Napoli, considerando che sul piano tecnico la capolista è nettamente superiore rispetto alla Dea.